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15/02/2016

Gestore della Settimana - La corsa del Giappone non è finita

di James Ashley*

Highlights
  • Le società giapponesi e i prezzi delle rispettive azioni beneficeranno dell`evoluzione di una serie di fattori
La News

A nostro avviso, i cambiamenti radicali che hanno interessato l’economia del Giappone rappresentano una grande sfida per il pessimismo che da tempo ha prevalso nell’opinione degli investitori del Paese. A cominciare dai cambiamenti strutturali e macroeconomici del programma delle “Tre Frecce” del Primo Ministro Shinzo Abe, sino alle tendenze evidenziatesi a livello delle singole società come il rafforzamento dei bilanci e il miglioramento della corporate governance, riteniamo che l’odierna economia del Giappone abbia superato il difficile contesto del passato - e riteniamo che crei il potenziale per offrire opportunità di investimento attraentiper gli investitore più selettivi.

 

Partiamo dai cambiamenti strutturali. A nostro avviso le politiche monetaria e fiscale di Abe hanno contribuito a far emergere il Giappone dalla deflazione e hanno rimesso l’economia su un trend di sviluppo positivo (ancorché solo modestamente positivo), con una crescita del PIL reale dell’1% prevista per il 2016. Questa crescita influisce positivamente, anche se in maniera modesta, sugli utili societari giapponesi, e ha quindi il potenziale per guidare i prezzi delle azioni. Vorremmo comunque sottolineare che un fattore modestamente positivo è comunque in netto contrasto con gli enormi problemi macroeconomici del passato.

 

Sebbene tali cambiamenti macroeconomici siano ben noti, forse meno riconosciuti sono le principali modifiche in atto nel quadro della “terza freccia” di Abe - la corporate governance - nonché gli importanti cambiamenti positivi che riguardano i modelli di consumo. Vi è attualmente una forte attenzione in Giappone ai rendimenti per gli azionisti per la prima volta nella storia recente, grazie alle riforme promosse dall’implementazione della “terza freccia”. Queste riforme riguardano l’indipendenza dei membri del consiglio di amministrazione (CdA), i requisiti di rendimento sul capitale (ROE) e i più ampi sforzi per modernizzare la corporate governance in Giappone. Esse hanno contribuito allo creazione di un contest in cui le previsioni di consenso prevedono una crescita degli utili pressoché pari all’Europa - in netto contrasto con la fragilità degli anni passati.

 

Passiamo ora ad analizzare i consumi. Oltre ai progressi nei bilanci societari, le società giapponesi e i prezzi delle rispettive azioni beneficeranno dell`evoluzione di una serie di fattori che hanno caratterizzato in negative la storia passata. I consumi delle famiglie sono aumentati in quattro degli ultimi cinque trimestri e, a nostro avviso, saranno sostenuti nel 2016 da ulteriori aumenti del reddito reale disponibile delle famiglie, che sembra destinato a beneficiare al contempo dell’aumento della crescita dei salari reali e da una continua flessione della disoccupazione. La flessione dello yen inoltre ha contribuito al settore del turismo. Le famiglie continuano a diversificare le attività in azioni, e la tendenza è destinata ad aumentare se il Giappone raggiunge gli standard del mondo sviluppato: circa il 50% delle attività delle famiglie giapponesi è detenuto in liquidità, contro il 35% in Europa e solo il 13% negli Stati Uniti. Occorre ricordare che i cambiamenti nei modelli di investimento delle famiglie, non costituiscono l’unico fattore negativo nei mercati finanziari. Ad esempio, il GPIF del Giappone, il più grande fondo pensione del mondo, ha accresciuto nella sua allocazione azionaria domestica ad oltre il 23% a partire da metà 2015 (con un target di allocazione del 25%) a fronte di circa il 17,3% a giugno 2014. Altri tre fondi pensione governativi hanno fatto altrettanto, fornendo un sostegno istituzionale ai mercati azionari del Giappone. Crediamo che i piani pensionistici aziendali possano presto conformarsi alla tendenza.

 

I cambiamenti come questi hanno creato ciò che noi consideriamo come una rinascita delle opportunità a livello microeconomico in Giappone. La redditività societaria è già prossima a livelli record, una prodezza che è stata realizzata anche grazie all`abbondante liquidità delle aziende e i loro bilanci, che sono i più sani degli ultimi due decenni. Guardando al prossimo anno, ci aspettiamo che la crescita degli utili del Giappone per l’esercizio fiscale 2016 possa sfiorare le due cifre.

 

In realtà, il quadro di modesto miglioramento macroeconomico del Giappone è uno dei miglioramenti progressivi. Rimangono delle sfide sotto un punto di vista politico - sia riguardo al miglioramento della trasmissione dello stimolo monetario della BoJ all’economia reale, sia per quanto riguarda l’attuazione di un piano credibile di medio termine per il consolidamento fiscale - ma il programma riformista che viene promosso dal Primo Ministro Abe ha già determinato progressi significativi, e il contesto microeconomico attuale è più favorevole di quanto molti investitori non si rendano conto.

 

In un mercato azionario globale di valutazioni eque, vediamo la combinazione di queste tendenze come un potenziale motore per la crescita delle quotazioni azionarie e un catalizzatore che possa spingere gli investitori a rivalutare la loro visione dell’economia e dei mercati del Giappone.

 

*James Ashley (nella foto) riveste la posizione di Head of International Market Strategy in Strategic Advisory Solutions di Goldman Sachs Asset Management. Questi contenuti sono originariamente apparsi in inglese su FE Trustnet. Le opinioni espresse sopra sono quelle personali di James e non devono essere prese come dei consigli di investimento.

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