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13/02/2016

Dai Robo-Advisor una nuova "frammentazione" dell'industria

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Highlights
  • L'ESA ha aperto un dibattito sul futuro dell'innovazione finanziaria
La News

La consulenza fornita dai robo-advisor è più coerente e costante rispetto a quella fornita dal consulente in carne e ossa. Ma rischia di essere una consulenza più vulnerabile, dal momento che le varie piattaforme di "advice" potrebbero presentare molti limiti ed errori di valutazione che il risparmiatore da solo non è in grado di individuare. Parte da questa constatazione il Discussion Paper firmato dalle tre Autorità di vigilanza europee (EBA, EIOPA ed ESMA) e dedicato all'impatto del processo di automazione sull’attività di consulenza finanziaria. Un Discussion Paper sottoposto a consultazione già dallo scorso 4 dicembre 2015 (e fino al prossimo 4 marzo 2016), con l'obiettivo di monitorare queste nuove attività finanziarie ed eventualmente prendere le misure necessarie.

 

Insomma l'European Supervisory Authorities (ESA - comitato che riunisce appunto le tre autorità europee) non vuole farsi cogliere impreparata quando il mercato dei robo-advisor, che hanno costi ridotti e quindi sono in grado di coinvolgere una massa di risparmiatori particolarmente numerosa, evolverà in misura esponenziale. 

 

Anche se, infatti, ad oggi esistono ancora diversi limiti per lo sviluppo di questo mercato (si pensi, ad esempio, alla limitata digitalizzazione di alcune nazioni e alla scarsa alfabetizzazione finanziaria di altre), l'ESA non ha dubbi sullo sviluppo futuro della diffusione di tools automatizzati di consulenza finanziaria. Ma vuole vederci chiaro.

 

Una chiarezza che, sicuramente, sarà utile a tutti gli operatori del settore perché, se è vero che cresce la consapevolezza che i risparmiatori non vogliono (oggi) fare a meno del "referente umano" per prendere la decisione finale sugli investimenti futuri, è anche vero che l'innovazione finanziaria non ha intenzione di fermarsi.

 

Un'innovazione che, a detta delle autorità di vigilanza, potrebbe anche portare ad una nuova frammentazione della "distribuzione". Detto in altri termini: non è escluso che con il crescere dei "robo-advisor" e dei tools "automatizzati" i consumatori non inizino a selezionare professionisti/tools diversi in base al bisogno finanziario da soddisfare. Insomma mentre i promotori finanziari sognano di diventare interlocutori unici dei propri clienti (questo uno dei messaggi emersi dalla ricerca SWG presentata a Consulentia 2016), l'innovazione finanziaria potrebbe portare ad una elevata frammentazione del numero di interlocutori dei clienti. Ed è qui che l'ESA (e anche noi) ci chiediamo: siamo sicuri che in uno scenario così "frammentato" un consulente "umano" non sia più necessario?

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