Triplice sfida per l’Anasf

Il secondo mandato di Maurizio Bufi è ormai realtà e la nuova squadra chiamata a guidare l’Anasf per i prossimi quattro anni è stata formata. Una squadra che avrà davanti a sé quattro anni pieni di insidie non semplici da gestire, ma che segneranno il futuro della professione del consulente finanziario (ex-promotore finanziario).
09/11/2015 | Francesco D'Arco

Il secondo mandato di Maurizio Bufi è ormai realtà e la nuova squadra chiamata a guidare l’Anasf per i prossimi quattro anni è stata formata. Una squadra che avrà davanti a sé quattro anni pieni di insidie non semplici da gestire, ma che segneranno il futuro della professione del consulente finanziario (ex-promotore finanziario). 

 

La prima riguarda la nascita, ormai sempre più certa, dell’Albo Unico dei consulenti finanziari. Dopo tanti tira e molla, il 14 ottobre, il Senato ha approvato il disegno di legge Marino (n. 1559) che prevede la nascita del nuovo Albo che vigila su tre diversi soggetti: le società di consulenza, i consulenti finanziari abilitati all'offerta fuori sede (gli attuali consulenti finanziari (ex-promotori finanziari)), i consulenti finanziari indipendenti. Cinque giorni dopo il testo è sbarcato alla Camera e, se tutto procede come previsto dai fautori del disegno di legge, entro la fine dell'anno l'iter normativo sarà concluso e, a quel punto, inizierà un altro difficile cammino: l'integrazione di due mondi che dopo un primo duro scontro nel lontano 2007, hanno lentamente abbassato l'ascia di guerra e provato a dialogare. Ma la vera sfida sarà ora quella di convivere all'interno di un medesimo Organismo: trovare i giusti equilibri in termini di ruoli, intenti e obiettivi di lungo periodo per i professionisti della consulenza finanziaria, siano essi consulenti (ex-promotori) o fee only.

 

La seconda sfida riguarda l'annosa questione Enasarco. Il cambio di regole nel sistema di elezioni degli organi sociali dell'Ente apre per la prima volta una finestra ai consulenti finanziari (ex-promotori finanziari) che, come scritto dallo stesso Bufi in un suo intervento su Advisoronline.it, “ha almeno due elementi positivi. Uno legato al principio della rappresentanza democratica, che ogni singolo consulente (ex-promotore) può esercitare con il suo voto, scegliendo tra le liste che si presenteranno alla competizione elettorale […]. L'altro riguarda la possibilità che l'Anasf possa presentare, insieme ad altri compagni di viaggio, una lista congiunta, allo scopo di sostenere suoi candidati e cercare di portarli all'interno degli organi sociali dell'Ente, raggiungendo finalmente un obiettivo di rappresentanza diretta della categoria". Un obiettivo raggiungibile con la raccolta di almeno seimila firme, prima, e con l'ottenimento dei voti necessari per essere eletti, dopo. Una sfida non semplice ma che potrebbe segnare una prima svolta importante per una categoria che da anni lotta per gestire al meglio il rapporto con Enasarco. 

 

La terza sfida è più di lungo periodo e, forse, oggi resta molto sottotraccia ma gradualmente dovrà essere gestita. Mi riferisco agli effetti della Mifid 2 sui modelli di business del mercato della consulenza finanziaria. Preso atto che l'Europa ha deciso di non imporre il "metodo RDR" su tutti i paesi dell'Unione, la direttiva, seguendo la logica della maggior trasparenza e tutela del cliente finale, ha indicato comunque una strada di riduzione delle commissioni retrocesse ai distributori. La sempre maggior trasparenza è inevitabilmente un “game-changer” (come dicono gli anglosassoni) per il mercato della consulenza: la Mifid 2 introdurrà nuovi tasselli che sovvertiranno, seppure lentamente, le dinamiche dell'industria. In questo scenario è ipotizzabile che i confini tra i vari professionisti della consulenza (promotori, fee only, private banker, dipendenti di banca) diventeranno sempre più sottili. L'Anasf sarà chiamata ad arrivare pronta a quel momento decidendo con largo anticipo se rimanere associazione di rappresentanza di un'unica categoria di professionisti e/o se allargare la propria platea di interlocutori diventando portavoce di altri soggetti che domani popoleranno il futuro Albo Unico dei consulenti finanziari. Il primo passo verso questa sfida è stato compiuto a Perugia con l'annuncio della modifica dello Statuto che aprirà le porte ai fee only, ma sono davvero solo loro gli unici nuovi "ospiti" possibili per l'Anasf?

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