Due numeri da non sottovalutare

Uno riguarda il risparmio amministrato, l’altro il numero di consulenti finanziari operativi. Il primo dato rivela che...
17/09/2022 | Francesco D'Arco

Come affermato dal presidente di Assoreti, Paolo Molesini, in occasione della presentazione dei dati semestrali dell’industria delle reti di consulenza finanziaria, il secondo trimestre 2022 è stato “di grande tensione per i mercati finanziari, sotto la spinta di un contesto geopolitico ed economico che continua ad essere particolarmente critico”. Guerra, inflazione, pandemia hanno pesato sulle consistenze patrimoniali dell’industria delle reti che alla fine di giugno 2022 registrava masse complessive pari a 731,9 miliardi di euro, in flessione del 4,7% rispetto ai 768,2 miliardi di fine marzo 2022 e in calo dell’1,7% rispetto a giugno 2021. Ma, se si entra più nel dettaglio, emergono due numeri che meritano attenzione: uno riguarda il risparmio amministrato, l’altro il numero di consulenti finanziari operativi. Il primo dato rivela che alla fine di giugno 2022 l’industria registrava consistenze nell’amministrato pari a 229,4 miliardi: -4,6% rispetto ai 234,9 miliardi di marzo, ma in crescita del 4,6% rispetto ai 219,4 di fine giugno 2021. Un trend che non è stato determinato dall’aumento della liquidità che, anzi, nel trimestre è rimasta stabile (127,5 miliardi contro i 128 di fine marzo 2022), ma da una crescita delle consistenze patrimoniali di Titoli di Stato e Obbligazioni: i primi a fine giugno registravano un saldo pari a 18,9 miliardi, contro i 17,3 di fine marzo (+9,2% trimestre su trimestre). Le obbligazioni invece hanno raggiunto dopo i primi sei mesi quota 16,9 miliardi, contro i 15,2 di fine marzo (+11% t/t). Una prova, secondo Molesini, della capacità delle reti di continuare “a gestire attivamente le risorse affidate con fiducia dai propri clienti”. Il secondo dato, invece, riguarda il numero di cf attivi con portafoglio. Alla fine del primo semestre di quest’anno si contavano, tra le reti associate ad Assoreti, 24.302 professionisti operativi e con un portafoglio. Un dato in crescita rispetto ai 23.587 di fine giugno 2021. Un trend positivo che assume una rilevanza maggiore se confrontiamo i numeri di quest’anno con quelli del 2017. Alla fine del primo semestre di cinque anni fa i CF con mandato e dotati di un portafoglio erano pari a 22.172, parliamo di una crescita di 2.130 professionisti. Un risultato in parte influenzato dall’arrivo della rete CheBanca! (che oggi conta 516 CF con portafoglio) e dai dati di Banca Euromobiliare (nel 2017 non aveva comunicato il numero di CF e oggi risulta avere 388 professionisti con mandato e portafoglio). Anche senza queste due realtà il bilancio a cinque anni risulta positivo: parliamo di 1.226 “nuovi” professionisti. Perché questi numeri sono importanti? Quello relativo alle masse amministrate mostra il continuo tentativo dei cf di portare i clienti a guardare “oltre il materasso”, per non perdere di vista i propri obiettivi. Il secondo mostra la crescita di un settore che nell’ultimo anno ha visto 715 nuovi professionisti acquisire un portafoglio. Sarà importante per le reti non modificare questi atteggiamenti per superare al meglio l’autunno caldo che abbiamo di fronte.

 

Editoriale tratto dal numero in edicola in questi giorni, disponibile anche in versione digitale su myadvisoronline.it

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