Anche i commercialisti sono consulenti finanziari

L'associazione italiana dei CFO e di family officer chiama i propri associati "consulenti finanziari professionisti". Fa parte dell'elenco speciale del Ministero dello Sviluppo. I soci sono tutti già iscritti a un altro albo...
21/07/2016 | Massimo Morici

Nella folta platea di soggetti che sono stati autorizzati a utilizzare l’etichetta di consulenti finanziari, accompagnata da differenti aggettivi, ci sono anche i commercialisti. Un dettaglio sfuggito, forse, ai principali soggetti sul mercato che negli scorsi mesi sono stati (e lo sono ancora) impegnati nel lancio dell’albo unico dei consulenti finanziari (OFC), introdotto in Italia con la legge stabilità 2016. Già, perché esiste da due anni un’associazione che raggruppa oltre un centinaio di professionisti che si autodefiniscono "consulenti finanziari professionisti" e che possono contare sul “bollino” ministeriale. Si chiama COFIP, un'associazione entrata a far parte dell’elenco previsto dalla nuova disciplina (legge n.4/2013) che ha riformato le professioni non organizzate in ordini o collegi e pertanto iscritta nell’elenco del Ministero dello Sviluppo Economico delle associazioni che rilasciano l’attestato di qualità.

Quindi, accanto ai consulenti finanziari abilitati all’offerta fuori sede (ex promotori) e consulenti finanziari autonomi (fee-only), che faranno parte dell’Albo unico dei consulenti finanziari, in Italia operano anche i "consulenti finanziari professionisti" COFIP: sono oltre un centinaio di professionisti che hanno deciso di associarsi, come soci ordinari (altrettanti 100 risultano soci candidati), e che sono accumunati dall’iscrizione a un altro albo, quello dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.

COFIP, si legge nel sito istituzionale, “nasce per diffondere in Italia la cultura della consulenza finanziaria professionale e promuovere la figura del consulente finanziario professionista”. Stando allo statuto, sono ammessi a far parte dell’associazione “i commercialisti, i promotori finanziari e gli operatori del settore bancario/finanziario che abbiano maturato i requisiti per esercitare la Professione”. Ma con dei paletti: come previsto dal Regolamento interno dell’associazione (art. 4.1 ), “l’esercizio della professione del CFP – Consulente Finanziario Professionista COFIP inerente alle attività nei confronti delle famiglie risparmiatrici è incompatibile con le attività svolte dalle professioni riservate per legge. A titolo esemplificativo e non esaustivo, le attività di promotore finanziario, consulente finanziario indipendente e agente in attività finanziaria/mediatore creditizio”.

Chi esercita come CFP – COFIP, spiega lo statuto dell’associazione, “non può esercitare contemporaneamente una professione riservata per legge e viceversa”. Detto altrimenti, i promotori (oggi consulenti), i fee-only che si iscriveranno a OCF e i mediatori creditizi possono far parte dell’associazione, purché non siano in attività.

Ma chi sono, insomma, i consulenti finanziari professionisti? Lo spiega CoFIP stessa: il CFP è la versione italiana di quelle figure professionali rappresentate nel mondo anglosassone dai chief financial officer e dai family officer, il primo rivolto alle aziende anche con le funzioni di investor relation e cost reduction; il secondo alle famiglie con particolare attenzione alla cost reduction e al risk advisign. Per attività del CFP come family officer, CoFIP intende “la trasmissione di conoscenza dei prodotti finanziari, delle strategie di investimento, delle metodologie di selezione dei gestori e dei sistemi di controllo dei rischi”, ma anche “la riduzione dei costi delle transazioni finanziarie e la rendicontazione integrativa”.

I CFP non svolgono, quindi, stando allo statuto, l’attività di consulenza in materia di investimenti e quindi per loro non è necessaria l'iscrizione a OCF: l'attività dei CFP sembra essere più di supporto e di education. Qualora volessero prestare tale tipologia di servizio in maniera autonoma e su base indipendente, dovranno iscriversi come tutti gli altri. Non a caso nei giorni scorsi OCF ha indetto un censimento per sapere quanti sono i professionisti o comunque gli interessati a vario titolo, tra cui appunto anche i commercialisti, che stanno valutando l'ipotesi di iscriversi all'elenco dei consulenti finanziari autonomi. Se volessero farlo in massa, la sezione dedicata ai fee-only di OCF potrebbe contare su alcune centinaia di futuri nuovi iscritti.

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