Salta la scorciatoia per la riforma della consulenza finanziaria

La commissione Bilancio della Camera boccia l’emendamento di Scelta civica che inseriva il disegno di legge per dare vita all'albo unico nell'ex legge finanziaria. Gli indipendenti diventano "consulenti autonomi"
01/12/2015 | Massimo Morici

La commissione Bilancio della Camera boccia l’emendamento di Scelta civica che inseriva il disegno di legge sulla riforma della consulenza finanziaria nel Ddl Stabilità. La commissione, come riporta l’agenzia Radiocor, non ha ammesso l’emendamento per estraneità della materia con quanto contenuto nell’ex legge finanziaria. Il disegno di legge che darà vita alla casa comune di consulenti (ex-promotori), consulenti fee-only e società di consulenza è stato licenziato dalla commissione Finanze di Montecitorio ed èin questi giorni in discussione in altre commissioni.

Il gruppo parlamentare, prosegue l’agenzia Radiocor, ricorrerà rispetto alla decisione della commissione Bilancio, che comunicherà la sua decisione in merito domani mattina. L’emendamento presentato, in particolare, ricalca quanto disposto dal disegno di legge già approvato dal Senato e nel testo uscito dalla commissione Finanze di Montecitorio, ma con una novità nell'aggettivo che definisce i fee-only.

Nella proposta di modifica inserita nel Ddl Stabilità si precisa che al futuro albo possono iscriversi i consulenti finanziari abilitati all'offerta fuori sede, gli autonomi (il nuovo termine utilizzato nell'emendamento per definire gli indipendenti al posto del contestato consulenti finanziari "in regime di esenzione") e le società di consulenza finanziaria. Stando al testo, inoltre, possono accedere alla professione anche gli agenti di assicurazione, attraverso una prova valutativa semplificata, come previsto nel precedente emendamento approvato dalla commissione Finanze.

L'ipotesi di far confluire il Ddl che istituisce il nuovo albo unico nell'ex legge finanziaria era emersa la scorsa settimana per accelerare il processo di riforma del settore. Le nuove norme che regoleranno il comparto, infatti, sono state già approvate dal Senato. Il testo con alcune modifiche ha ricevuto il via libera dalla commissione Finanze di Montecitorio ed è in esame in altre commissioni, un passaggio necessario prima dell'approdo in Aula. Ma la concomitanza con la legge di Stabilità rischia di far slittare l'ok definitivo al prossimo anno. 

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