Vigilare sul fintech e sull’indipendenza, la doppia sfida di OCF

Nel corso della Relazione Annuale dell’Organismo emergono due grandi sollecitazioni. Entrambe portano la firma del presidente Consob Paolo Savona.
27/06/2019 | Francesco D'Arco

“L’anno 2018 è stato caratterizzato da eventi che hanno messo a dura prova la tenuta del sistema finanziario”. Ma è stato anche un “anno storico” per  l’Organismo di vigilanza e tenuta dell’albo unico dei Consulenti Finanziari, che ha visto completare “il definitivo trasferimento delle funzioni di vigilanza sugli iscritti all’albo da Consob a OCF; ha preso vita il nuovo albo unico dei consulenti finanziari, tanto atteso, con le due nuove sezioni dedicate ai consulenti finanziari autonomi e alle società di consulenza finanziaria”. Con queste parole il presidente di OCF, Carla Rabitti Bedogni ha aperto il discorso di presentazione della Relazione Annuale 2018 dell’ente da lei guidato, svoltasi nella giornata di giovedì 27 giugno. 

 

Una relazione che ha permesso alla professoressa Rabitti Bedogni di ripercorrere l’evoluzione di OCF, ricordare l’attuale assetto associativo e la governance dell’Organismo; presentare i dati dell’albo e i primi dati di vigilanza; lanciare le nuove sfide di OCF, soprattutto nel mondo fintech.
Se per quanto riguarda i dati colpisce, nel discorso della presidente, la conferma del trend “negativo” della popolazione dell’Albo, già registrato nel 2017 (alla fine del 2018 si contavano 55.335 iscritti - in calo dello 0,9% rispetto all’anno precedente - dato già sceso a quota 55.073 dopo i primi quattro mesi del 2019) e i 12 provvedimenti presi dall’OCF in un solo mese di reale vigilanza (dicembre 2018), a livello più istituzionale il messaggio più significativo è arrivato dalla presenza del presidente della Consob, Paolo Savona, al tavolo dei relatori. “Un segnale importante che ho molto apprezzato e che ritengo particolarmente significativo per l’Organismo” ha commentato a latere della relazione la stessa Rabitti Bedogni. 

 

In passato, infatti, Consob era sempre intervenuta per conto di uno dei suoi commissari e mai con la più alta carica. Una conferma della crescita di un’istituzione che “ha un compito molto importante” ha affermato nel suo intervento il presidente Consob, Paolo Savona. “Ho già espresso, nel corso della mia relazione annuale, la centralità del risparmio per il paese, e in quella occasione ho sottolineato la necessità di riportare fiducia negli italiani. Interpreto la sua relazione di oggi come un impegno preciso di OCF a ristabilire tale fiducia”.

 

Una sfida che vede al centro il consulente finanziario, come sottolineato dalla professoressa Rabitti Bedogni che anche quest’anno ha ribadito - come già avvenuto nel 2018 - l’importanza della “relazione tra cliente e consulente” per poter garantire un’offerta realmente personalizzata. Una relazione che però è messa a dura prova dalla continua evoluzione tecnologica: “Mi riferisco in particolare ai fenomeni di fintech e robo advisor” ha affermato Rabitti Bedogni. “In tale contesto, infatti, in cui è fisiologica la tendenza a sfruttare la tecnologia per disintermediare sempre più il mercato finanziario - soprattutto grazie a strutture decentralizzate (DAO5) e con operatività transfrontaliera - l’Organismo ha il delicato compito di valorizzare il ruolo della consulenza finanziaria quale presidio fondamentale per garantire l’assunzione di decisioni di investimento consapevoli. Ciò soprattutto a fronte del processo di ingegnerizzazione di prodotti finanziari che assumono caratteristiche sempre più complesse e strutturate, talvolta ancora non ben definite dalla regolamentazione”.

 

“Il ruolo della tecnologia sarà certamente di supporto per la professione di consulente” continua la Presidente di OCF che però avverte: “Occorre evitare che eccessivi automatismi nelle valutazioni di variabili scarsamente standardizzabili (quali propensione al rischio, situazioni familiari, caratteristiche comportamentali) conducano a scelte distorte che gli algoritmi di calcolo potrebbero non riuscire a prevedere”.

 

Una posizione condivisa da Savona che però ha esplicitamente invitato l’OCF a presentare “un piano preciso di come intendete affrontare il tema delle innovazioni tecnologiche”. Un piano che deve portare ad una maggiore vigilanza sui fenomeni fintech e che, però, deve prevedere una “collaborazione stretta con Consob” e avere come fine ultimo la fortificazione di quei pilastri che “reggono l’economia e le società italiane”.

 

Una fortificazione che, a detta di Savona, passa anche e soprattutto dal singolo consulente finanziario. Non a caso il presidente Consob ha dedicato ampio spazio nel suo intervento al valore di questi professionisti, definiti “essenziali” perché trovano “il giusto equilibrio tra esigenze dei clienti e imprese”. Un equilibrio che passa, a detta di Savona, da un concetto molto chiaro: l’indipendenza. Più volte il presidente della commissione ha parlato di “consulente indipendente” attirando l’attenzione della platea che ha assistito in questi anni al lungo dibattito che ha portato alla definizione di “consulenti autonomi” e attribuito l’aggettivo “indipendente” esclusivamente al servizio offerto. 

 

L’uso reiterato del termine “consulenti indipendenti” ha sicuramente spiazzato parte dei soggetti presenti (e a qualcuno ha fatto rivivere l’incubo di vecchie diatribe), portando a diverse interpretazioni a latere della relazione. Ma dietro all’ambiguità lasciata dall’uso di quella terminologia ormai quasi abbandonata in Italia, è rimasta una sola grande sollecitazione: “fortificate il risparmio degli italiani, un pilastro per l’economia del paese”.

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