La Consob boccia i questionari MiFID

Secondo uno studio della Commissione se ne salva solo 1 su 10. Vittorio Conti avverte: "Profili distorti dei clienti possono avere effetti anche a livello sistemico"
23/11/2012 | Redazione Advisor

La Consob boccia gli intermediari nell'applicazione della direttiva MiFID. Stando a una recente analisi della Commissione, infatti, solo 1 questionario su 10 per il profilo degli investitori raggiunge la sufficienza per chiarezza, efficacia e validità. E  le conseguenze possono essere anche pesanti: da una profilazione distorta dei clienti da parte degli intermediari, ha avvertito il commissario Vittorio Conti (nella foto), derivano ''conseguenze anche a livello macro'' in termini di rischio sistemico.

In particolare, lo studio presentato oggi a un convegno a Roma, ha considerato i questionari di un campione di 20 intermediari italiani che aderiscono complessivamente alle previsioni della MiFID. E in molti casi risultano "vahi e imprecisi" nelle domande, con riferimenti tecnici che ne possono compromettere la valutazione o richiedono al cliente di esprimere un giudizio su se stesso.

Per questo sarebbe opportuno, secondo la Consob, ''evitare l'auto-valutazione e affinare la rilevazione delle conoscenze del cliente sia di specifici strumenti finanziari, sia di alcune nozioni finanziarie di base'' come la relazione tra rischio e rendimento o il principio di diversificazione del rischio.

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