Brexit, la Consob avvia il countdown e lancia l'allarme

La Commissione di Vigilanza segnala gli obblighi degli intermediari e, soprattutto, i pericoli per i clienti che hanno rapporti in essere con società britanniche.
16/11/2020 | Francesco D'Arco

Mancano meno di 50 giorni all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea e la Consob avvia il countdown e lancia l’allarme per clienti e intermediari.

 

Ai primi, la Commissione guidata da Paolo Savona ricorda che “dal 1° gennaio 2021, per effetto dell’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea (UE), le imprese di investimento e le banche inglesi potranno continuare a prestare servizi e attività di investimento in Italia solo se autorizzate, rispettivamente, dalla Consob e dalla Banca d’Italia come imprese di paesi terzi”.ù

 

Senza autorizzazioni gli intermediari britannici dovranno aver cessato la propria operatività in Italia o trasferito l’attività ad altri intermediari autorizzati entro il 31 dicembre 2020, per questo la Consob invita i clienti a verificare di aver ricevuto informazioni adeguate e complete. “In caso contrario è importante prendere al più presto contatti con gli stessi intermediari per ottenere chiarimenti sui rapporti in essere e sui diritti della clientela; i contatti degli intermediari possono essere reperiti anche sul sito dell’Autorità competente per il Regno Unito, la Financial Conduct Authority”.

 

Non solo. “La clientela interessata a recedere dal contratto, o a trasferirlo presso un altro intermediario autorizzato a operare in Italia, è invitata ad attivarsi tempestivamente, nel rispetto delle previsioni di legge e contrattuali (che possono prevedere modalità particolari di esercizio dei diritti dei clienti), per evitare possibili disguidi legati alla prevedibile concentrazione di richieste in prossimità del 31 dicembre”.

 

Sul fronte intermediari, invece, la Consob rammenta “alle imprese di investimento britanniche che prestano servizi e attività di investimento in Italia e alla relativa clientela che il 31 dicembre 2020 terminerà il “periodo di transizione””. Inoltre, gli intermediari dovranno fornire alla clientela italiana informazioni aggiornate  “alla luce delle determinazioni assunte in merito alla prosecuzione o meno dell’attività in Italia, ivi incluse le conseguenze sui rapporti in essere

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