Sostenibilità, ancora poca conoscenza da parte dei consulenti

La terza edizione dell'indagine Consob sul tema della sostenibilità mette in luce alcuni aspetti che...
15/12/2020 | Marcella Persola

La comunicazione tra consulente e cliente presenta delle aree di criticità che andrebbe migliorate. Così emerge dall’ultimo studio Consob presentato nel pomeriggio di ieri che ha analizzato la relazione tra cliente e consulente anche nei confronti delle tematiche ESG. “La relazione consulente-cliente: Indagine Mirroring su sostenibilità e investimenti” è il risultato della ricerca curata dall’Ufficio studi economici di Consob (Nadia Linciano e Paola Soccorso) in collaborazione con l’Università degli studi Roma Tre (Massimo Caratelli) e la Bologna Business School – Università Alma Mater Studiorum (Joe Capobianco).

 

L’indagine  rivela alcune importanti aree di miglioramento nella comunicazione consulente cliente, che possono avere riflessi non solo sulla relazione tra le parti ma anche sulle scelte di investimento del cliente. Un primo disallineamento evidenziato riguarda il significato e le caratteristiche associate alla consulenza nonché alla capacità degli investitori di maturare una visione complessiva delle proprie finanze. In secondo luogo e con specifico riferimento agli investimenti sostenibili, se da un lato entrambi i gruppi di intervistati manifestano sensibilità rispetto ai fattori ESG, più della metà dei clienti e il 45% dei consulenti dichiarano di non avere nemmeno una conoscenza di base dei prodotti finanziari responsabili.

 

I professionisti, inoltre, sembrerebbero non cogliere, o cogliere solo in parte, le opinioni dei clienti a proposito di una serie di aspetti importanti, tra cui le motivazioni alla base del possesso di prodotti responsabili e il ruolo informativo che gli investitori attribuiscono ai consulenti. Infine, non sono ancora nette le opinioni dei consulenti in merito al valore della rilevazione delle preferenze ESG degli investitori, raccomandata dagli Orientamenti ESMA in materia di adeguatezza, poiché meno della metà ne coglie le potenzialità indicandola come fattore competitivo, occasione di dialogo ovvero occasione di sensibilizzazione ai temi della sostenibilità.

 

Un'ultima considerazione infine, riguarda il tema dell'interpretazione dei dati. Essendo stata condotta nel mese di gennaio 2020, l'indagine non riflette il rinnovato dibattito sui temi dell'economia circolare e della finanza sostenibile, stimolato dall'emergenza epidemiologica, che verosimilmente coinvolgerà sempre più anche l'industria finanziaria. Sarà quindi interessante capire nelle prossime edizioni come evolverà la comunicazione consulente-cliente in merito ai temi della sostenibilità alla luce delle attese innovazioni al quadro regolamentare in atto e dell’evoluzione dell’offerta e della domanda di prodotti ESG.

Hai trovato questa news interessante?
CONDIVIDILA

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Vuoi rimanere aggiornato e ricevere news come questa?
Iscriviti alla nostra newsletter e non perderti tutti gli approfondimenti.