Stretta in arrivo per robo-advisory e servizi di "non consulenza"

Le autorità di vigilanza nazionali ed europee continuano ad alzare l’asticella in tema di tutela del cliente finale. Ecco chi finisce nel mirino di Consob ed ESMA.
15/01/2022 | Francesco D'Arco

Le autorità di vigilanza nazionali ed europee continuano ad alzare l’asticella in tema di tutela del cliente finale. Ma questa volta nel mirino di Consob ed ESMA non ci sono i consulenti finanziari, che tra MiFID I e MiFID II hanno ormai una lunga serie di regole da rispettare nel fornire le proprie raccomandazioni alle famiglie. Nel mirino sono finiti i servizi di robo-advisory e tutti i servizi di investimento forniti al di fuori della consulenza.

 

Per quanto riguarda la Consob, si legge nel documento che presenta il Piano Strategico 2022-24, che per presidiare i rischi derivanti dallo sviluppo del Robo-advisory sarà svolta “un’attività di vigilanza specifica sulla prestazione della consulenza finanziaria mediante nuovi strumenti tecnologici e l’applicazione dell’intelligenza artificiale (Robo-advisory). Verrà effettuato un monitoraggio “quantitativo” (numerosità soggetti offerenti, volumi per valori di massa in consulenza e redditività del servizio; numerosità clienti retail contrattualizzati, clusterizzazione clientela, costi del servizio), effettuato un enforcement generalizzato e avviate azioni di educazione finanziaria”. 

 

Non solo. La Consob è pronta ad aumentare ulteriormente la consapevolezza degli investitori sui costi sostenuti, facendo seguito agli interventi già registrati tra il 2020 e il 2021 da parte dell’ESMA attraverso una Common Supervisory Action (CSA) sulla vigilanza sui costi degli UCITS. Nel 2022 questa azione proseguirà in materia di disclosure ex-post “dei costi nell’ambito della prestazione di servizi di investimento. Sulla base dei risultati delle CSA saranno attivate le più appropriate iniziative di vigilanza e saranno definiti interventi mirati a livello nazionale”.

 

Se questi due interventi mirano ad alzare ulteriormente il livello di protezione degli investitori quando si parla di servizi di consulenza finanziaria, gli interventi annunciati il 3 gennaio 2022 da ESMA, invece, riguardano il mondo dei servizi “non-advised”, ovvero che si posizionano al di fuori della consulenza. Attraverso queste nuove linee guida, che ad oggi sono state pubblicate solo in inglese e che, non appena tradotte nelle diverse lingue nazionali dovranno, entro due mesi, essere accolte (o meno) dalle autorità dei singoli Paesi, ESMA punta a definire requisiti più stringenti per proteggere gli investitori che ricevono servizi di investimento differenti dalla consulenza o dalla gestione di portafoglio.

 

“Ai sensi della MiFID II, le imprese di investimento che forniscono servizi diversi dalla consulenza sono tenute a richiedere informazioni sulle conoscenze e sull'esperienza dei clienti o dei potenziali clienti per valutare se il servizio o il prodotto di investimento previsto sia appropriato, e ad emettere un avvertimento nel caso in cui il servizio o il prodotto di investimento sia ritenuto inappropriato” si legge nella nota stampa che ha accompagnato la pubblicazione delle nuove linee guida che hanno lo scopo “di migliorare la chiarezza” della regolamentazione e, soprattutto, di “promuovere la convergenza nell'applicazione dei requisiti di appropriatezza” al di là del servizio offerto. 

 

In particolare, nel documento di circa 60 pagine, si specifica che tutte le imprese nel fornire servizi al di fuori della consulenza “sono tenute a chiedere al cliente o al potenziale cliente di fornire informazioni sulle sue conoscenze ed esperienze relative al tipo specifico di prodotto o servizio offerto o richiesto, in modo da consentire all'impresa di valutare se il servizio o prodotto di investimento previsto sia appropriato per il cliente”. Non solo. Se, e quando, l'impresa ritiene che il cliente non abbia le conoscenze e l'esperienza necessarie per comprendere i rischi connessi allo specifico servizio o prodotto di investimento offerto o richiesto, è fondamentale e obbligatorio avvisare il cliente. Tale avviso deve essere fornito al cliente che non condivide le “informazioni necessarie” a stabilire le “sue conoscenze ed esperienze, o quando vengono fornite informazioni insufficienti”.

 

Le autorità di vigilanza, in questo 2022 vogliono portare il livello di tutela del cliente finale ad uno stadio ancora più avanzato intervenendo su quelle aree che, probabilmente, oggi presentano le maggiori zone d’ombra come i servizi di “non consulenza” e tutti i servizi che, passando dalle piattaforme di intelligenza artificiale, sperano di aggirare alcune norme che invece incombono sul singolo consulente finanziario.

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