Azioni, gli investimenti superano il livello pre-pandemia

E' questo uno degli elementi che emerge dall'ultimo bollettino statistico di Consob relativo al 2021
19/07/2022 | Marcella Persola

Cresce il rapporto tra capitalizzazione di Borsa e Pil, che ritorna sopra il livello pre-pandemia. Aumentano gli investimenti azionari, mentre diminuisce il volume degli investimenti in titoli di Stato e in obbligazioni. Sale anche il numero delle società quotate e in netto miglioramento anche la redditività delle imprese italiane quotate.

E' questa la fotografia della Borsa italiana che emerge dall'ultimo Bollettino statistico della Consob relativo al 2021.

 

Dai dati del Bollettino emerge il quadro di un mercato mobiliare in forte ripresa, che cancella l'effetto recessivo della pandemia da Covid registrato nel 2020, recuperando e superando i valori del 2019.

 

In generale quasi tutti gli indicatori presentano un andamento positivo. Grazie al forte aumento dei prezzi azionari la capitalizzazione complessiva delle società italiane quotate in Borsa fa, al 31 dicembre scorso, un balzo in avanti del 20,3% su base annua. In relazione al Prodotto interno lordo la capitalizzazione di Borsa sale, quindi, al 33,2% dal 29,3% di fine dicembre 2020.

 

Cresce (da 382 a 407) il numero delle società quotate, trainato dalle nuove ammissioni a quotazione sull'Aim, la piattaforma di negoziazione dedicata alle piccole e medie imprese (oggi ridenominata Euronext Growth Milan).

 

Gli investimenti in azioni superano il livello pre-pandemia, indirizzandosi di preferenza verso i titoli esteri. Al tempo stesso gli investimenti in titoli di Stato e in obbligazioni scendono sotto il livello del 2019. Gli utili delle imprese industriali quotate sul mercato principale (MTA) e sull'Aim registrano, al 31 dicembre scorso, un forte incremento annuo, salendo rispettivamente a 13,2 miliardi di euro (da 9,9 miliardi) e a 221 milioni (da 79,5 milioni). In netto miglioramento anche gli utili delle banche (9,2 miliardi di euro dai precedenti 0,4 miliardi), delle assicurazioni (a 5,7 miliardi da 4,2 miliardi) e delle altre società finanziarie (1,8 miliardi da 1,1 miliardi).

 

In particolare nel 2021 il controvalore degli scambi di titoli di Stato italiani è cresciuto del 80% sulle piattaforme di negoziazione italiane, principalmente per l’aumento degli scambi su MTS (+113%). Si è registrata invece una contrazione del controvalore degli scambi di obbligazioni di emittenti italiani diverse dai titoli di Stato (-34,1%), dovuta a una flessione degli scambi su tutte le piattaforme. Analogamente, si è registrato una riduzione del controvalore degli scambi di ETF e strumenti finanziari derivati cartolarizzati (ETC/ETN) (-8,3%), riconducibile sostanzialmente alla flessione degli scambi di exchange traded funds (-6,6%). Nel 2021 si è registrata una riduzione delle emissioni di obbligazioni di banche italiane rispetto al 2020, che ha riguardato le offerte pubbliche sul mercato domestico (-3,2%) e le offerte private a investitori istituzionali (-51,5%). A fine 2021 il controvalore degli strumenti finanziari detenuti presso intermediari italiani a fronte della prestazione di servizi di investimento e di gestione del risparmio risultava aumentato del 11,2% rispetto al dato di fine 2020. Nel portafoglio è cresciuto il peso dei titoli azionari a scapito di quelli obbligazionari. I volumi di attività relativi alla prestazione di servizi di investimento sono complessivamente cresciuti nel 2021 (collocamento di strumenti finanziari +12,2%, negoziazione in conto proprio -12,9%, esecuzione ordini -6,9%, ricezione e trasmissione di ordini +8,1%). I premi lordi derivanti dal collocamento di prodotti assicurativi a prevalente contenuto finanziario distribuiti in Italia da intermediari italiani vigilati dalla Consob hanno invece fatto registrare un calo (-26%), dovuto alla flessione dei premi relativi alla distribuzione di polizze unit linked (-23,8%). A fine 2021, il patrimonio gestito da intermediari italiani risultava diminuito rispetto alla fine del 2020 (-1,3%) principalmente per la flessione delle gestioni patrimoniali su base individuale (-4,1%) che rappresentavano circa il 69,5% del totale.

 

Inoltre il patrimonio degli OICR aperti e chiusi di diritto italiano è cresciuto rispettivamente dell’11,1% e del 13,6% mentre quello degli OICR aperti esteri collocati in Italia e dei fondi pensione e altre forme pensionistiche istituiti in Italia da società diverse da imprese di assicurazione si è ridotto rispettivamente del 3,8% e del 37,3%. 

 

Nel 2021 la raccolta netta degli OICR aperti di diritto italiano è stata positiva per 6,6 miliardi, principalmente per i fondi di tipo bilanciato (+9,1 miliardi), mentre la crescita della raccolta dei fondi azionari e obbligazionari ha quasi compensato i rimborsi dei fondi flessibili. I dati contabili a fine 2021 delle SGR di diritto italiano mostrano una crescita dell’utile netto rispetto al 2020 (+51,9%), dovuta in prevalenza all’aumento delle commissioni nette (+27,8%) che ha più che compensato l’aumento dei costi operativi (+10,4). Più accentuata la crescita dell’utile netto delle SIM che risulta aumentato del 69,2% a causa dell’aumento del margine di intermediazione (+20,9%) di molto superiore all’incremento dei costi amministrativi (+10%). 

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