Anima punta al consolidamento del gestito

Il focus è sull'Italia e, allo stato attuale, non c'è alcunché di concreto riguardo ad Arca. Maggiore è invece l'interesse per il rafforzamento degli accordi con Mps
24/01/2022 | Redazione Advisor

L’ultima operazione è datata 15 dicembre 2021, quando Anima e CiviBank hanno sottoscritto un accordo di partnership pluriennale, rinnovabile, nel settore del risparmio gestito. Ma la SGR guidata da Alessandro Melzi D’Eril non vuole affatto fermarsi qui. Come si legge su Il Sole 24 Ore il gruppo ha in cantiere altre partnership con istituti di credito nell'ambito della clientela retail. L'intenzione è proseguire nella strategia guardando a realtà medio-piccole. 

Ovvero banche che, da una parte, sono fuori dai radar dei grandi colossi (soprattutto internazionali) del risparmio gestito; e che, dall'altro, possono rappresentare istituti cui offrire non solo i prodotti finanziari in senso stretto ma anche un set di servizi ad essi connesso. Non c'è la rilevanza dell'elemento territoriale, né viene dato troppo peso alla tipologia di clientela dell'eventuale partner (la quale, in linea di massima, è riconducibile al segmento affluent). Importante, invece, è che la banca abbia un potenziale di Asset under Management (AuM) oltre 300 milioni. L'interesse, infine, non riguarda soggetti esteri: il gruppo è focalizzato sul mercato interno.

Anima si concentra anche sullo sviluppo dei prodotti. In particolare, si legge sempre su il quotidiano di Confindustria, oltre al debito privato, la società punta a strumenti d'investimento in asset class infrastrutturali. Si tratta di una strategia che, in generale e nel medio periodo, dovrebbe consentire ad Anima di arrivare fino a 3 miliardi di euro investiti negli asset alternativi. Insomma: l'impegno sul fronte degli istituzionali è importante e la sfida della società è quella d'incrementare la quota di AuM riconducibili ad essi. A ben vedere a fine 2021 solo circa il 28% degli asset in gestione (203,9 miliardi) dovrebbe essere appannaggio del retail. Inoltre, in linea di massima, la marginalità del retail è superiore a quella dell' istituzionale.

Il gruppo, a livello di strategia, ribadisce la volontà di partecipare al consolidamento del settore del risparmio gestito. Il focus è sull'Italia e, allo stato attuale, non c'è alcunché di concreto riguardo ad Arca. Maggiore è invece l'interesse per il rafforzamento (non solo sul fronte contrattuale) degli accordi con Mps. L'intesa, va ricordato, scade nel 2030. Le discussioni con l'istituto di credito senese erano state interrotte al momento dell'avvio delle trattative tra UniCredit e Mps stessa Di lì in poi, secondo l'indicazione di Anima, non sono più ripartite. L'auspicio della società è che il dialogo possa riprendere.

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