Azimut mette nel mirino gli emergenti

Dopo un 2013 chiuso con 3,2 miliardi di raccolta e un risultato netto di 130-160 milioni di euro, Azimut si prepara a un 2014 decisamente sfidante. L'ad Giuliani: "Non fermeremo il nostro processo di crescita"
27/01/2014 | Redazione Advisor

Dopo un 2013 chiuso con 3,2 miliardi di raccolta e un risultato netto di 130-160 milioni di euro (domani - 28 gennaio - la società ha in programma un comunicato in cui rivelerà numeri più precisi), Azimut si prepara a un 2014 decisamente sfidante. “Ipotizziamo una raccolta compresa tra 2,5 e 3 miliardi di euro - spiega il presidente e ad Pietro Giuliani (nella foto) -. Dopo un andamento di mercato come quello del 2013 non è facile fare di meglio, quindi preferiamo essere conservativi. Una cosa è certa: non fermeremo il nostro processo di crescita. Sud America e Asia sono i due continenti che abbiamo nel mirino”.

 

Nonostante le difficoltà che i Paesi emergenti stanno attraversando? “Nei momenti di crisi, e con le valute deprezzate, si fanno i migliori affari. Quindi non siamo preoccupati di quanto sta accadendo: si tratta di un fatto congiunturale che non modifica la nostra strategia - continua Giuliani – In Brasile ormai siamo ben radicati, sia con società di gestione che con una di distribuzione (e si noti che in tutto il Paese sono solo quattro), ma puntiamo anche ad altri Paesi del continente latino americano. Argentina esclusa. L’altro continente in cui vogliamo continuare a crescere è l’Asia, con la sua propaggine australiana, in cui peraltro siamo già presenti con le filiali di Dopo Hong Kong e Shanghai e la joint venture a Taiwan”. Tra gli Emergenti manca ancora l’Europa dell’Est… “. No qui non abbiamo nessun deal e nessun dossier aperto - taglia corto l’ad di Azimut – Paesi piccoli, troppo parcellizzati che non offrono economie di scala. Non rientrano quindi nei nostri target”.

 

E invece i Paesi occidentali? “Nemmeno questi ci interessano, anche se per motivi diversi: Paesi maturi e poche prospettive di crescita”. E dal punto di vista della rete dove intendete crescere? “Sia nel comparto dei consulenti (ex-promotori) che nel private banking. Anche per quest’anno abbiamo in animo di far crescere la nostra rete di 100-150 nuovi operatori. Offriamo una vasta gamma di strumenti e una performance complessiva dei nostri fondi che, a livello aggregato e ponderata per le masse, nel 2013 ha raggiunto nel 2013 il 4,5% circa - conclude Giuliani – Con molte eccellenze e strumenti innovativi: un esempio è il nostro Az Hybrid bonds, primo fondo in Europa Ucits IV che investe solo in obbligazioni ibride”.

 

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