M&G Investments, nessuna paura della duration

Il team multi asset della società ritiene che i titoli governativi a lunga scadenza dei Paesi principali si siano avvicinati al rispettivo valore "equo" di lungo periodo, che possono svolgere anche un'utile funzione di diversificazione
25/03/2014 | Redazione Advisor

Le caratteristiche di rischio di un asset non sono statiche, quindi bisogna inquadrare i vari parametri di rischiosità, come la duration, nel loro contesto. Oggi, ad esempio, il team multi asset di M&G Investments ritiene che i titoli governativi a lunga scadenza dei Paesi principali si siano avvicinati al rispettivo valore "equo" di lungo periodo. Questi attivi caratterizzati da una duration più elevata possono svolgere anche un'utile funzione di diversificazione rispetto all'esposizione azionaria, contribuendo a una migliore gestione della volatilità in un portafoglio multi-asset.

 

È opinione diffusa che, in un mercato al ribasso per le obbligazioni, la duration possa porre dei rischi per il patrimonio degli investitori. In generale, è vero: un ambiente di tassi d'interesse in ascesa esercita un'influenza negativa più sulle obbligazioni a lunga scadenza che non su quelle con scadenza ravvicinata, a parità di altri fattori. Tuttavia, come capita spesso per queste regole generali, la "parità degli altri fattori" è un presupposto pericoloso. Il livello di valutazione iniziale ha un peso cruciale ai fini della rischiosità di un asset. Inoltre, non è possibile stabilire il grado di attrattiva di una posizione considerandola isolatamente, ma bisogna analizzarla tenendo conto del ruolo che svolge all'interno del portafoglio di asset nel suo complesso.

 

Obbligazioni governative occidentali a lunga e breve scadenza oggi - Sta succedendo qualcosa di molto diverso, nel livello attuale dei tassi in relazione alle medie di lungo periodo, man mano che ci muoviamo lungo la curva dei rendimenti. Le curve dei rendimenti in molte aree del mondo occidentale sviluppato sono estremamente inclinate. I tassi d'interesse ultra-bassi e altre misure di politica monetaria espansiva, con l'aggiunta di un grado di avversione al rischio non indifferente a partire dal 2008, hanno ridotto drasticamente l'attrattiva della liquidità e delle obbligazioni a più breve scadenza. Tuttavia, a partire dall'estate dell'anno scorso e dai movimenti di mercato innescati dai timori per il tapering negli Stati Uniti, le cose sono cambiate per le obbligazioni a più lunga scadenza. I rendimenti delle obbligazioni a 30 anni sono relativamente vicini alle rispettive medie decennali, anzi sfiorano il 4%, ossia il livello a cui "dovrebbero" essere nel lungo periodo, secondo quanto dichiarato (a torto o a ragione) dai governatori della Federal Reserve interrogati di recente al riguardo. Questo andamento è riflesso anche dai titoli britannici e tedeschi. A nostro avviso, i prezzi di queste obbligazioni governative a lunga scadenza si avvicinano al rispettivo valore "equo" di lungo periodo. In un ambiente in cui la concomitanza di tassi di deposito bassi e inflazione modesta erode il valore reale della liquidità, il valore "equo" risulta appetibile in senso assoluto.

 

Ma che succederà in futuro quando i tassi risaliranno? Le obbligazioni con duration lunga spesso reagiscono negativamente ai tassi d'interesse in ascesa, ma non è sempre così. Dieci anni fa, quando il tasso sui fondi federali è aumentato fra il 2004 e il 2006, i Treasury a 30 anni in realtà sono rimbalzati, mentre i rendimenti sui titoli analoghi a 5 e 10 anni hanno registrato un rialzo. Bisogna guardarsi dalla tentazione di stabilire una relazione eccessivamente semplicistica fra tassi d'interesse e rendimenti obbligazionari, soprattutto in un arco di tempo lungo.

 

Diversificazione: il "valore aggiunto" della duration - Non possiamo prevedere il futuro, ma crediamo fermamente nell'appetibilità di diversi mercati azionari in un orizzonte di lungo periodo; tuttavia, per attuare questo tema di investimento bisogna necessariamente tollerare un certo grado di volatilità. In corrispondenza di tale volatilità, le obbligazioni a lunga scadenza quotate a prezzi convenienti possono offrire un'utilissima protezione. L'abbiamo già sperimentato a gennaio di quest'anno e, ancora di più, durante le fasi di tensione nell'Eurozona nelle estati del 2011 e del 2012.

 

Azionario, una copertura per la duration? La diversificazione funziona in entrambi i sensi, quindi dobbiamo considerare il grado di rischio dei titoli obbligazionari con duration più elevata dal punto di vista del portafoglio nel suo complesso. In questo momento specifico, gli ambienti in cui tali obbligazioni appaiono vulnerabili probabilmente sono gli stessi che risultano favorevoli per i mercati azionari "scontati".

 

Le caratteristiche di rischio di un asset non sono statiche, quindi bisogna considerare i vari parametri di rischiosità, come la duration, nel loro contesto. È pericoloso affidarsi a regole generali retrospettive. Al contrario, siamo fermamente convinti che il grado di rischiosità di un asset sia strettamente correlato al prezzo pagato per il suo acquisto e al probabile comportamento di questo attivo nell'ambito del portafoglio complessivo di un investitore. Attualmente il prezzo delle obbligazioni governative a lunga scadenza statunitensi e britanniche, a nostro parere, non è eccessivo: riteniamo quindi questi asset uno strumento prezioso per gestire la volatilità di un portafoglio multi-asset.

 

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