India: stime troppo ottimistiche sulla crescita

L'ultima riforma fiscale produrrà i primi effetti non prima di due o tre anni, spiega Kenneth Akintewe di Aberdeen AM
26/08/2016 | Redazione Advisor

Nell’India dei giorni nostri ci sono voluti due lustri perché venisse approvata una legge. Questo mese la camera alta del Parlamento, la Rajya Sabha, ha approvato la Constitution Amendment Bill for Goods and Services (GST). Era stato il precedente Ministro delle Finanze Palaniappan Chidambaram a proporre nel 2006 un’imposta nazionale sui beni ed i servizi nel corso del suo discorso di bilancio. Aveva fissato la scadenza ad aprile 2010 per la sua attuazione. L’attuale Primo Ministro, Narendra Modi, è stato eletto due anni fa grazie alla sua esperienza precedente nella gestione economica del suo Stato natale, il Gujarat, e ha lanciato uno dei programmi di riforma più ambiziosi nella storia del Paese.

La svolta della GST è importante perché la gente è stata delusa dal ritmo con cui stanno avvenendo le riforme. “La tassa è vista come una verifica sulla capacità di Modi di mantenere le promesse. Come la nuova legislazione sulla bancarotta annunciata a maggio, un altro passo in avanti che aiuterà le banche indiane legate al governo a rimettere in sesto i loro bilanci, la notizia della GST rappresenta una grande spinta per il premier” spiega Kenneth Akintewe, senior investment manager fixed income (Asia) di Aberdeen Asset Management.

“La tassa è importante per l’India anche perché, una volta entrata a regime, unifica in un’unica imposta molte tasse indirette, migliorando l’efficienza. È probabile che l’adesione dei contribuenti all’obbligo fiscale migliorerà, allargandone così la base. Spostare beni tra gli Stati sarà più facile, generando benefici logistici. L’economia guadagnerà dal miglioramento della competitività delle esportazioni, gli investimenti cresceranno grazie al minor costo dei beni capitali mentre una semplificazione del codice fiscale renderà più facile fare business” prosegue l’esperto. Gli effetti economici a breve termine, tuttavia, sono più difficili da definire con precisione.

“Oltre al miglioramento immediato nel sentiment, occorreranno almeno 2 o 3 anni prima che si verifichi qualcosa di tangibile. Questo perché si andrà incontro a nuovi appuntamenti elettorali sia a livello federale sia statale. L’infrastruttura per applicare la tassa deve essere predisposta, mentre elementi cruciali quali le aliquote della GST ed i meccanismi di risoluzione delle controversie devono trovare risposta” conclude Aakintewe secondo cui le stime che indicano un aumento della crescita economica dallo 0,9 all’1,7% potrebbero essere troppo ottimistiche.

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