Novelli (Lemanik): il piano fiscale affosserà le borse

E' questa l'opinione del gestore del Lemanik Global Strategy Fund che evidenzia come in USA ci si trovi di fronte a un altro ciclo di debito eccessivo.
18/10/2017 | Redazione Advisor

Il piano fiscale USA affosserà le borse. E' questa l'opinione di Maurizio Novelli, gestore del Lemanik Global Strategy Fund. "L'attuale fase di leverage innescata dalla finanza americana rischia di essere l'ultima ubriacatura da debito che ha caratterizzato e sostenuto l'economia Usa e internazionale dal 1970 a oggi. L'economia cresce al 2% negli Stati Uniti e occorre rassegnarsi che questo trend è il new normal. In questo contesto sarebbe meglio non intraprendere un piano di espansione fiscale: un aumento del debito in questo delicato momento non sembra infatti necessario” sottolinea Novelli.

 

Per l'esperto "oggi siamo in un altro ciclo di eccesso di debito sia privato che pubblico, oltre che in una fase di eccesso di investimenti finanziari. Inoltre, ci troviamo esposti alle dinamiche dei tassi d'interesse molto più che in passato, dato che abbiamo il 370% di debito sul Pil mondiale rispetto al 200% del 2003/2004. Saranno probabilmente due i fattori che potranno scatenare la prossima crisi, vale a dire il costo del debito e la sua insostenibilità rispetto al reddito reale" prosegue Novelli.

 

“Se gli Stati Uniti non accettano l’attuale tasso di crescita, rischiano di pagare duramente il desiderio di tornare a crescere come in passato in un contesto che non lo rende possibile. Fare più spesa pubblica ora, mentre l'economia sembra non averne bisogno, porterebbe ad accettare tassi più alti. Se i tassi salgono, l'attuale livello di leverage sui privati consumatori non reggerà e l'economia avrà una recessione procurata da un calo dei consumi e da una nuova crisi di debito” spiega Novelli. “Una politica fiscale espansiva dovrebbe essere finanziata dalla Fed per non scatenare un aumento dei tassi, ma la Fed dichiara di voler ridurre il bilancio e dunque di vendere Treasuries. Se il piano fiscale non si farà, i tassi non saliranno ma le borse scenderanno perché lo hanno già dato per scontato. Se il piano fiscale si farà, i tassi saliranno e le borse scenderanno comunque perché l'economia sarà danneggiata dall'aumento del costo del debito finora accumulato” spiega il gestore.

 

E attenzione a ciò che sta accadendo in Cina. “Se la Cina impone ai propri partner commerciali asiatici l'adozione dello Yuan al posto del Dollaro come divisa di scambio commerciale, processo appena iniziato, le banche centrali asiatiche dovranno accumulare riserve in Yuan e quindi andranno a sottrarre una importante domanda di Treasuries dal mercato perché avranno meno bisogno di Dollari. A quel punto l'America non potrà più permettersi di fare tutto il debito che vuole e il leverage nel sistema non potrà più salire come prima. Questo conferma lo scenario che l'economia americana, come oggi già avviene, non potrà più permettersi i tassi di crescita del passato e che il Dollaro è destinato a diventare una divisa strutturalmente debole” conclude Novelli. “Le stime del conto da pagare alla fine dell’ennesima "festa del debito" che sostiene la bolla finanziaria attuale non le conoscono neppure le banche centrali, ma quello che sembra certo è che dopo un periodo di stabilità forzata e innaturale si aprirà un lungo periodo di instabilità finanziaria alla ricerca di nuovi equilibri che verranno imposti dai mercati e non più dalle banche centrali”.

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