Fidelity: il Giappone sorride dopo 5 anni di Abe

Il governo nipponico si appresta a navigare a vele spiegate verso il sesto anno del primo ministro che fa registrare una forte crescita economica, il commento di Jeremy Osborne, investment director per l’azionario Giapponese di Fidelity International
05/01/2018 | Redazione Advisor

Il governo di Shinzo Abe spegne le prime 5 candeline e il Giappone ringrazia. Alcuni dati come la crescita economica, la politica monetaria e la fiscalità hanno reso il Paese più stabile, traghettandolo in una fase positiva mai vissuta prima.

Jeremy Osborne, investment director per l’azionario Giapponese di Fidelity International, con l’aiuto di alcuni grafici mette in luce i progressi fatti dal 2012 (anno dell’elezione del primo ministro).

 

Il Pil nominale sembra destinato a toccare un nuovo record per la prima volta dagli anni Novanta, la crescita economica è stata rilanciata dagli incentivi fiscali e monetari ma soprattutto dalle riforme strutturali messe in campo. E aumentato il numero di turisti (dagli 8 milioni di 5 anni fa a più di 24 milioni del 2016) con relativa spesa record fatta da ciascun visitatore.

Inoltre, l'economia giapponese si avvia a registrare una crescita nell'ordine dell'1,6% circa nel 2017, superando il tasso di espansione potenziale pari allo 0,8% per il terzo anno consecutivo"

 

Un altro personaggio chiave in questa ascesa è il governatore della Bank of Japan, Haruhiko Kuroda con la sua politica monetaria aggressiva. Gli acquisti di asset su larga scala hanno provocato una netta correzione dello yen, che a sua volta ha favorito la crescita degli utili societari e dei prezzi degli attivi. Ne ha tratto vantaggio anche l'economia reale e l'inflazione è tornata in territorio positivo. I quattro indicatori che il governo utilizza per monitorare l'uscita del Giappone dalla deflazione (IPC, deflatore del PIL, output gap e costi unitari della manodopera) hanno fatto registrare dati simultaneamente positivi per la prima volta da 25 anni nell'ultimo trimestre (luglio-settembre).

 

La situazione fiscale è migliorata grazie a misure quali il rialzo all’8% dell’imposta sulle vendite, introdotto nel 2014, o il consistente aumento del gettito fiscale. Un approccio più flessibile all'incentivazione fiscale nell'ambito dell'Abenomics dovrebbe consentire al governo di attuare politiche che favoriscono la crescita futura, ad esempio il potenziamento del sistema di previdenza sociale, dell'istruzione, delle infrastrutture pubbliche e altre riforme strutturali.

 

Dati incoraggianti arrivano anche dal mercato del lavoro: i tassi di partecipazione femminile in Giappone ha superato quello degli Stati Uniti per la prima volta nella storia (fonte OCSE). Sono aumentati i lavoratori esteri che giungono da molte parti del mondo anche solo temporaneamente per lavorare nel Paese. Attualmente, il numero di persone occupate è vicino al massimo record pari a 65,8 milioni registrato nel 1997, una situazione che contribuisce a mitigare l'impatto dell'evoluzione demografica. Tutto questo ha ricadute positive sull'economia interna, poiché il volume complessivo dei redditi da lavoro e la fiducia dei consumatori aumentano.

 

Gli utili societari sono aumentati sensibilmente negli ultimi cinque anni e oggi si attestano su massimi record. La crescita economica sostenuta, il taglio delle imposte sulle società, l'indebolimento dello yen e la riduzione dei costi sono tutti fattori che hanno contribuito positivamente. In particolare, gli utili hanno cominciato a distaccarsi dal tasso USD/JPY, grazie ad un mix di rialzo della crescita dei ricavi e miglioramento della redditività. Cresce la fiducia delle imprese e i relativi investimenti. Occhi puntati e molta attesa sui numeri che si potranno registrare durante le Olimpiadi di Tokyo nel 2020.

 

 

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