BCG: anno record per i gestori patrimoniali

Il 2017 è stato il migliore anno dal 2010 per i player dell'industria del gestito. Così evidenzia lo studio "The Hidden Pressures on Asset Managers"
04/05/2018 | Marcella Persola

Il 2017 è stato un anno record per l'industria del gestito. A confermarlo è l'ultimo studio emesso da The Boston Consulting Group intitolato “The Hidden Pressures on Asset Managers” nel quale si evidenzia che i gestori di patrimoni possono celebrare un anno record per il settore, il migliore dal 2010.

 

Il rapporto offre un quadro completo delle performance del settore nel 2017, tra cui l'aumento dei nuovi flussi netti e dei ricavi, le tendenze negli investimenti attivi, l'aumento delle strategie smart beta, la concentrazione dei flussi di attività e le principali forze di contrazione dei profitti. In particolare secondo il rapporto, i forti mercati azionari hanno reso il 2017 un anno eccezionalmente buono per i gestori patrimoniali. Sulla base di un campione preliminare di 30 istituzioni che rappresentano 34 mila miliardi di dollari di asset in gestione (Asset under Management, AuM), o circa la metà del settore, l’AuM è cresciuto del 14% nel 2017. Ciò si è tradotto in un aumento dell'11% dell'AuM medio detenuto durante l'anno. I nuovi flussi netti sono stati uno straordinario 4,3%, il livello più alto negli ultimi dieci anni trascorsi dalla crisi finanziaria mondiale, e i ricavi delle società di gestione patrimoniale sono aumentati del 9%. Prosegue la pressione sulle commissioni, che sembrano essere diminuite di circa 0,4 punti base (bps). Anche i costi, tuttavia, diminuiscono di 0,4 bps.

 

Altro elemento evidenziato dal report della società di consulenza è che le forti condizioni di mercato hanno fatto sì che la maggior parte dei gestori patrimoniali abbia beneficiato della crescita di AuM e di nuovi flussi netti positivi nel 2017, molto più che nel 2016. Ma le prestazioni sono state diversificate. Gli attori del quartile più alto hanno aumentato l’AuM del 17% o hanno beneficiato di flussi netti superiori al 6%, mentre gli operatori del quartile più basso hanno aumentato il loro AuM del 6% o hanno ottenuto solo l'1% di flussi netti. I flussi dei fondi comuni d'investimento statunitensi sono rimasti concentrati tra i primi dieci operatori.

 

Tuttavia nonostante i buoni risultati raggiunti nell'anno, lo studio mostra che, i player si devono preparare ad affrontare un ambiente di business che, tra cinque anni, potrebbe essere molto diverso (trasformato dalle nuove tecnologie e dalla nuova domanda dei clienti), se vogliono evitare il rischio di perdere margini. Saranno necessarie alcune mosse coraggiose: rivedere radicalmente le soluzioni tecnologiche, entrare in nuovi mercati, effettuare acquisizioni, ma sfide per le quali - conclude lo studio -  l'industria sembra ben preparata ad affrontarle.

 

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