WisdomTree: Italia, stallo politico ma i mercati restano solidi

L'ultimo giro di consultazioni dopo oltre due mesi dalle elezioni di marzo, ecco come sono state sino ad oggi le performance sull'azionario
07/05/2018 | Redazione Advisor

L'Italia ha registrato una delle performance azionarie più elevate di tutti i mercati dell'area euro. L'indice MSCI Italy, valutato in euro, è in crescita di oltre il 10,5% da inizio anno e non ha ancora evidenziato una tendenza al ribasso a breve termine legata alla crisi politica. Per dare un'idea della portata di questa evoluzione, nello stesso periodo l'indice MSCI EMU è aumentato di meno del 2%.

 

Secondo l'analisi di Chris Gannatti, head of research di WisdomTree Europe, in termini di settori, è in ogni caso importante considerare prima di tutto i financials, che sono aumentati di quasi il 15% da un anno all'altro, rispetto all’incremento di appena circa il 2% registrato dal resto dell’Eurozona nello stesso periodo.

Interessanti anche i rendimenti dei titoli di Stato italiani. Sui BTP a 10 anni italiani, WisdomTree ha rilevato una leggera tendenza al rialzo, con un rendimento finale intorno all'1,5% - e questo in un periodo in cui il corrispettivo negli Stati Uniti si aggira intorno al 3,0%.

Nell'ultimo anno, ciò si posiziona in una fascia molto bassa del range, lontano dal massimo di circa il 2,3%, a dimostrazione del fatto che gli investitori, anche se preoccupati, non lo stanno dimostrando con il loro atteggiamento verso i titoli di Stato italiani.

 

Nonostante sia impossibile dire con certezza per quanto tempo il mercato italiano possa continuare a resistere di fronte alla situazione di stallo politico, finora i mercati sono stati abbastanza solidi. Conclude Gannatti,una delle ipotesi presentate è che l'Italia sia un mercato guidato da realtà locali molto più della Germania e, dato che l'euro ha performato piuttosto bene, le imprese italiane potrebbero essere meglio preparate. In effetti, è possibile che la situazione politica dell'Italia abbia contribuito in misura maggiore a indebolire l'euro piuttosto che a danneggiare il mercato italiano, almeno finora.

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