Candriam: inflazione, la “bella addormentata” si sta svegliando

Il crescente protezionismo isolerà ulteriormente le economie e alla luce di tale contesto, l'inflazione diviene un fenomeno più locale che globale, ma non solo
27/06/2018 | Redazione Advisor

Dopo cinque anni tornano i timori di inflazione sia sui mercati sviluppati che sugli emergenti. L'indice statunitense dei prezzi al consumo è cresciuto del 2,8% a maggio rispetto a un anno fa, registrando il maggior incremento da febbraio 2017. A maggio l'indice flash dei prezzi al consumo dell'Eurozona si è attestato all'1,9% a/a, il dato più alto dal 2013. Ad aprile, l'inflazione canadese è salita al 2,2%, il livello più alto dal 2012. 

 

Sylvain De Bus, head of euro bonds di Candriam Investors Group, sottolinea come il recente, incremento drastico dei prezzi del petrolio ha spinto l'inflazione a breve termine. Ma anche un mercato del lavoro efficiente, demografia e protezionismo esercitano ulteriori pressioni al rialzo a lungo termine. Il tasso di disoccupazione nell’area G7 ha raggiunto il minimo storico degli ultimi 30 anni. 

Secondo l'esperto, la direzione della globalizzazione verso un maggiore isolazionismo costituisce una preoccupazione più grande per i futuri trend inflazionistici. Il crescente protezionismo (Brexit, dazi commerciali e un populismo diffuso) isolerà ulteriormente le economie. Alla luce di tale contesto, l'inflazione diviene un fenomeno più locale che globale.

 

L'inflazione inoltre è nemica numero uno degli investitori obbligazionari e ciò ha delle ripercussioni anche sulla politica monetaria. L'obiettivo principale delle banche centrali è quello di controllare la stabilità dei prezzi tramite la definizione dei propri tassi di interesse. La normalizzazione della politica monetaria è a buon punto, dal momento che l'inflazione è sulla buona strada e probabilmente aumenterà. I tassi di interesse sono destinati a continuare a salire man mano che l'inflazione cresce a livello globale.

 

Candriam privilegia i bond inflation-linked a breve termine. Tra i mercati linker sviluppati, al momento Candriam vede opportunità soprattutto in Europa, negli Stati Uniti e in Canada, aree in cui ritiene che l’inflazione non sia stata ancora prezzata a sufficienza dal mercato. In termini di allocazione geografica, in Europa ha una preferenza per i bond indicizzati all’inflazione spagnoli e francesi.

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