NN IP, azionario: per gli emergenti non solo rischio Turchia

Nonostante nelle ultime settimane il Paese di Erdogan abbia messo in allarme mercati e investitori, nell'attuale contesto non bisogna tralasciare altri elementi di incertezza; ecco quali
20/08/2018 | Redazione Advisor

L'attuale situazione della Turchia spaventa mercati e investitori ma a ben guardare il contesto generale non è di certo l'unico fattore di rischio.  

Proseguono le tensioni sul fronte commerciale e secondo l'anlalisi di Ewout van Schaick, head of multi ssset di NN Investment Partners, "un nuovo disegno di legge bipartisan sulla Russia è stato presentato al Congresso degli Stati Uniti, aumentando le probabilità di un secondo ciclo di sanzioni più draconiane del primo. Inoltre, il rischio di un'escalation della guerra commerciale tra gli Stati Uniti e la Cina o l'Europa potrebbe concretizzarsi in qualsiasi momento. Il fatto che ci stiamo avvicinando alle elezioni americane di metà mandato renderà il risultato meno prevedibile".

 

Senza dimenticare il versante geopolitico, ancora pericolosamente instabile. "Le polemiche sulla spesa pubblica in Italia, l’escalation della guerra commerciale, le sanzioni contro l'Iran e la Brexit" prosegue l'esperto. 

 

I mercati emergenti, che avrebbero potuto risentire più degli altri del rischio contagio, sembrano veleggiare in acque apparentemente tranquille. 

"Particolarmente rilevante è la Cina, che negli ultimi anni è riuscita a ridurre il rischio per il suo sistema finanziario e che ha appena iniziato a mettere in campo politiche economiche espansive. Inoltre, il deprezzamento della valuta cinese, che ha causato un certo nervosismo nei mesi scorsi, sembra essersi arrestato, eliminando un fattore negativo per il mercato valutario degli emergenti. Ciò potrebbe aiutare tutti gli asset di questi paesi a riprendersi nei prossimi mesi" afferma van Schaick.

 

E conclude: "In generale, i fondamentali degli emergenti continuano ad essere solidi, mentre il repricing degli asset emergenti consentirà di ottenere valutazioni più appetibili. Il debito di questi paesi rimane un investimento interessante a medio termine. I rischi di coda sono tuttavia aumentati e siamo cauti nel breve periodo, data l'escalation dei rischi nelle principali economie emergenti". 

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