Italiani e risparmio: domina ancora la liquidità

L'indagine realizzata da Ipsos e presentata da ACRI in occasione della 94° Giornata Mondiale del Risparmio. Aumenta la propensione al risparmio ma gli italiani scelgono il basso rischio, seppure non li soddisfi
31/10/2018 | Marcella Persola

Italiani e risparmio un legame tutto da costruire visto che ancora oggi la forma preferita di investimento è la liquidità. E' questo quanto emerge dall'indagine realizzata da Ipsos e presentata da ACRI in occasione della 94° Giornata Mondiale del Risparmio. 

Se guardando al rapporto degli italiani con il risparmio l'indagine mostra che negli ultimi dodici mesi il numero di italiani propensi al risparmio è rimasto estremamente elevato: sono l’86% (come nel 2017); di questi sono il 38% quelli che non vivono tranquilli senza mettere da parte qualcosa (erano il 37%), il 48% coloro che ritengono sia bene fare dei risparmi senza troppe rinunce (erano il 49%). Diminuisce lievemente la quota di coloro che preferiscono godersi la vita senza pensare a risparmiare: sono il 10% (-2 punti percentuali sul 2017). Il 4% non sa decidersi.

 

Aumenta (e ritorna maggioritaria) di 2 punti percentuali la quota di italiani che affermano di aver risparmiato negli ultimi dodici mesi: passano dal 37% del 2017 al 39% attuale, mentre diminuiscono coloro che consumano tutto il reddito (il 37%, erano il 41% nel 2017). Al contempo aumentano lievemente le famiglie in saldo negativo di risparmio: dal 21% del 2017 al 22% attuale; in quest’ambito decresce il numero di coloro che intaccano il risparmio accumulato (dal 16% dello scorso anno al 14% attuale), ma aumentano coloro che ricorrono a prestiti (sono l’8% contro il 5% del 2017).

 

Questo lo scenario passato. In linea prospettica invece il trend sembra essere positivo. Combinando, infatti, l’andamento del risparmio nell’ultimo anno (2018) e le previsioni per quello futuro (2019), si nota che aumenta il numero di coloro che migliorano la propria situazione (trend positivo o in risalita sono il 34%, erano il 33%) e si riduce quello di coloro che si situano in ‘crisi grave’ di risparmio (sono il 24%, erano il 25%).

 

Se invece consideriamo la relazione tra risparmio e investimento si evince che la preferenza degli italiani per la liquidità è sempre elevata e riguarda il 62%, in lieve calo rispetto al 67% del 2017. Aumenta chi desidera investire una parte minoritaria dei propri risparmi, che passa dal 22% al 26%. Costanti coloro che ne investono la maggior parte (7%), mentre il 5% non si esprime.

 

Rispetto al 2017 la situazione è sostanzialmente costante: stabile la quota dei possessori di certificati di deposito e di obbligazioni (8%, come l’anno passato), di assicurazioni sulla vita/fondi pensione (25%, come nel 2017), di buoni postali (10%, come nel 2017), mentre calano lievemente i fondi di investimento (12%, -1 punto percentuale rispetto al 2017) e diminuiscono i libretti di risparmio (18%, -5 punti) e il numero di correntisti (81%, -3 punti).

 

Sembra che l’investimento ideale, per gli italiani, non esista più. Il 30% ritiene che l’investimento ideale proprio non ci sia, il 32% lo indica negli immobili, il 31% indica gli investimenti finanziari reputati più sicuri. Ultimi, con il 7%, sono coloro che indicano come ideali gli strumenti finanziari più rischiosi.

 

Il risparmiatore italiano rimane attento alla (bassa) rischiosità del tipo di investimento: il dato è in crescita rispetto all’anno scorso (dal 39% del 2017 al 43% di oggi) e torna quasi al livello del 2016 (era al 44%), ma non completamente soddisfatto: il 13% è molto soddisfatto (+2 punti rispetto al 2017) di come gestisce i suoi risparmi, il 54% è abbastanza soddisfatto (come lo scorso anno), il 28% è poco o per nulla soddisfatto, il 5% non si esprime.

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