Gestore della settimana: "È il momento degli alternativi in portafoglio"

Mike Brooks, head of diversified multi-asset di Aberdeen Stantard Investments, spiega ad AdvisorOnline.it come affrontare la fase di passaggio da una politica accomodante a una stretta monetaria
12/11/2018 | Massimo Morici

Sono aumentate le probabilità che le principali banche centrali al mondo passino da una politica monetaria accomodante a una stretta monetaria. Una possibilità che pone una domanda fondamentale agli investitori: come generare rendimento quando i piani di stimolo verranno chiusi e i tassi di interesse risaliranno? Mike Brooks (nella foto), head of diversified multi-asset di Aberdeen Stantard Investments spiega ad AdvisorOnline.it come affrontare questo rischio in un portafoglio multi asset.

Oltre al cambio di politica monetaria, quali sono gli altri principali rischi per gli investitori?
Nel medio periodo ci avviciniamo a una fase in cui la crescita economica negli Stati Uniti, e per associazione su scala globale, raggiungerà il livello massimo per iniziare poi a calare. È un meccanismo normale che dipende dal fatto che si colma il divario tra produttività potenziale ed effettiva, aumentano gli squilibri finanziari in alcuni settori ed economie, questo fa aumentare la probabilità che le principali banche centrali decidano di cambiare rotto. Gli altri rischi di rilievo per gli investitori sono la persistente incertezza politica e l’escalation delle controversie commerciali tra Cina e Stati Uniti.

Quali saranno i principali fattori di rendimento nell’immediato futuro?
Mentre lo scenario macroeconomico resta positivo, almeno nel breve termine, le asset class tradizionali risultano costose. Diversi mercati azionari importanti, come gli Stati Uniti e il Regno Unito, sono intorno o vicino ai massimi record. Tuttavia le azioni, in particolare quelle negoziate negli Stati Uniti, presentano una valutazione eccessiva rispetto alle previsioni di utile, per cui offrono poco valore agli investitori. Nel frattempo, i rendimenti dei titoli di Stato nei mercati sviluppati sono ancora intorno ai minimi record. Pertanto non risultano interessanti, considerate le prospettive di aumento dell’inflazione e di rialzo dei tassi di interesse.

Quali sono state le vostre migliori idee di investimento negli ultimi anni?
A fronte delle valutazioni elevate, abbiamo iniziato il 2018 con una posizione azionaria inferiore al 20%, privilegiando real assets, obbligazioni high yield e opportunità di nicchia. Non abbiamo in portafoglio titoli di Stato a basso rendimento o credito investment grade da inizio 2017. Con l’ampliamento delle opportunità tradizionali, crediamo che gli investitori dovrebbero prestare maggiore attenzione alle categorie di investimento più di nicchia che offrono flussi di rendimento differenti sia rispetto alle asset class tradizionali che agli strumenti alternativi ormai entrati nel mainstream. Queste "alternative" agli strumenti alternativi sono settori in cui noi investiamo da tempo. In particolare, gli strumenti alternativi quotati presentano grossi vantaggi in termini di diversificazione. Nel lungo termine, la performance di un fondo di investimento dipende dal flusso di cassa sottostante generato dai suoi investimenti, indipendentemente dal fatto che si tratti di immobili, centrali eoliche o fondi di credito specialistico. Alcune di queste categorie di investimento sono naturalmente più sensibili di altre all’andamento economico. Per esempio, uno dei principali vantaggi del finanziamento delle controversie, il litigation financing, è l’assenza di correlazione tra il rendimento di questa attività e il rendimento generato da altri mercati finanziari. Dato che l’esito di una causa legale dovrebbe essere quasi interamente indipendente da fattori come lo scenario economico e dei mercati o dai cicli dei tassi di interesse, le società che operano in questo ambito possono rappresentare un’eccellente fonte di diversificazione.

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