NN IP: sviluppati ed emergenti, mercati a due velocità

L'outlook analizza i rischi e le opportunità del 2019 guardando sia all'azionario che all'obbligazionario
15/11/2018 | Greta Bisello

"Nel 2019 gli Stati Uniti dovranno davvero affrontare un moderato rallentamento della crescita, poiché l'effetto dello stimolo fiscale è in riduzione e il recente inasprimento della Federal Reserve manifesta i primi effetti. Tuttavia, l'Europa dovrebbe uscire dall'attuale fase di debolezza, poiché il suo mercato del lavoro è in miglioramento e ad esso è associata anche una crescita dei salari. Infine, anche il Giappone continuerà a crescere, poiché il mix di politica monetaria e fiscale mira specificamente a surriscaldare l'economia per far crescere le aspettative di inflazione. Gli sviluppi economici in Europa e in Giappone permetteranno una percorso di convergenza da parte di queste regioni verso l’economia degli Stati Uniti" è questo il quadro dipinto da Valentijn van Nieuwenhuijzen, cio di NN Investment Partners per il prossimo anno.

 

Uno dei problemi che riguarderanno molto da vicino l'Europa è e rimarrà la Brexit che, commenta l'esperto, ha un costo economico potenzialmente molto elevato.  Senza dimenticare che il fattore Itallia ancora alle prese con un decreto fiscale che non piace a Bruxelles.

 

Se dunque i mercati sviluppati cercano di consoliderare le loro attuali condizioni a soffrire maggiormente sono quelli emergenti. "La normalizzazione della politica monetaria nei mercati sviluppati porta a condizioni finanziarie più rigorose e, infine, a una minore crescita della domanda interna di queste economie. Allo stesso tempo, il protezionismo statunitense sta influenzando la tendenza alla globalizzazione, che era già piatta prima dell'avvio delle recenti tariffe commerciali statunitensi. Ciò dovrebbe danneggiare gli investimenti esteri diretti e la crescita delle esportazioni degli emergenti. In terzo luogo, la crescita cinese sta diventando meno dipendente dalle materie prime e sta gradualmente scendendo a livelli più compatibili con la sua demografia e il suo debito" commenta van Nieuwenhuijzen. 

 

L'attesa è quella di un'ulteriore divergenza tra i Paesi emergenti e NN IP si mettono in attesa delle elezioni in Indonesia, India e Polonia dopo la carrellata di nuovi presidente del 2018. Sul fronte tensioni commerciali la Cina e gli Stati Uniti continueranno a innervosire investitori e mercati. 

Per quel che riguarda l'azionario invece la ricerca del rendimento diventerà un tema meno centrale in quanto la normalizzazione della politica monetaria porta a un graduale aumento dei rendimenti obbligazionari. "Gli investitori potrebbero passare da titoli difensivi a titoli ciclici. Ma i rischi di questo scenario sono da ricercarsi in una politica più aggressiva delle banche centrali, in un'escalation della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina e in un aumento delle tensioni e dello stress di mercato sul tema del bilancio italiano" prosegue l'esperto di NN IP

In un'ultima analisi guardando all'obbligazionario, ci si aspetta che gli spread rimangano stabili nel 2019 e che il carry offra una certa ripresa per gli investitori total return. "La curva dei rendimenti negli Stati Uniti rimarrà probabilmente piatta con il rischio di una flessione negativa nel corso del prossimo anno e non ci aspettiamo una riduzione sostanziale del gap di rendimento con altri paesi sviluppati. Il graduale ritorno a una politica monetaria normale e ai rendimenti obbligazionari pesa sul rendimento di tutti gli investimenti a reddito fisso con lunga duration. Per questo motivo preferiamo strumenti a reddito fisso più esposti al rischio di credito piuttosto che alla duration. Il debito emergente a breve termine è interessante in quanto può beneficiare di tassi più elevati e dell'adeguamento della domanda. Privilegiamo anche i senior loan bancari e le obbligazioni convertibili" conclude Valentijn van Nieuwenhuijzen.

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