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Europa: la ricchezza si sgretola e le conseguenze saranno politiche

11/16/2018

La distruzione della ricchezza finanziaria in corso genera un malcontento che si rifletterà probabilmente nelle prossime elezioni parlamentari europee


L'Europa si trova stretta tra negoziati di Brexit in corso e dialgo con il governo italiano. Nel frattempo la distruzione della ricchezza finanziaria genera un malcontento che si rifletterà nelle prossime elezioni parlamentari europee. Inoltre durante il prossimo anno potrebbero esserci i primi segnali della futura fase ribassista del mercato obbligazionario.

 

Secondo l'analisi di Chris Iggo, cio obbligazionario, AXA Investment Managers: "Un deposito basato sul Libor avrebbe prodotto un rendimento del -0,4% finora quest’anno, considerato che i tassi a 3 mesi si trovano ancora in territorio negativo. Con ogni probabilità lo scenario potrebbe ripetersi nel corso del prossimo anno anche se la Banca centrale europea iniziasse a rettificare i tassi di interesse dopo l’estate. Col primo intervento sui tassi, il tasso sui depositi potrebbe anche non raggiungere lo zero. Questo significa che il rendimento della liquidità nel 2019 probabilmente sarà ancora negativo (e in termini reali ancora più negativo, se l’inflazione sarà tra l’1% e il 2%)".

Sul fronte azionario invece i portafogli in euro durante il 2018 hanno prodotto in genere rendimenti negativi e solo quelli abbastanza conservativi da mantenere le posizioni in Bund a lunga scadenza potrebbero aver registrato un rendimento positivo sul mercato obbligazionario. "In effetti, a partire dal 2015, i rendimenti cash in euro sono negativi e il rendimento medio di un portafoglio obbligazionario in euro è dell’1% soltanto all’anno. Nel 2017 è andata bene alle azioni, che quest’anno però hanno perso gran parte dei guadagni. Nel complesso, sono stati anni faticosi per gli investitori europei" prosegue l'esperto.

 

La distruzione della ricchezza avrà certamente conseguenze politiche. Nel 2019 l’Europa voterà per il Parlamento europeo. "C’è il rischio che i populisti guadagnino consensi proprio perché l’Europa non sta assistendo alla stessa crescita della ricchezza e dell’occupazione degli Stati Uniti. Secondo me, questo è uno dei rischi principali per i mercati europei nel 2019 e le elezioni potrebbero creare qualche crepa nell’unità dell’Unione Europea, come già stanno facendo la Brexit e la saga del bilancio in Italia" questo secondo Iggo.

 

In questo contesto, la spesa pubblica potrebbe crescere. "Immaginatevi l’impatto sui tassi di interesse globali e sulle aspettative inflazionistiche qualora si introducessero politiche fiscali più attive in Europa e in Cina dopo gli ampi tagli fiscali negli Stati Uniti. Il Regno Unito ha allentato un po’ la morsa fiscale, anche se è ancora troppo presto per dichiarare la fine dell’austerity. Eppure la direzione del cambiamento è chiara. In uno scenario di rallentamento della crescita globale e in risposta al populismo, i politici spenderanno di più. Questo comporta che i governi dovranno chiedere più denaro in prestito. Il rallentamento ciclico potrebbe essere un fattore abbastanza positivo per le obbligazioni nel 2019, ma la reazione a questo andamento potrebbe portarci a essere più ribassisti in un’ottica leggermente a più lungo termine" conclude l'esperto di AXA Investment Managers.

 

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