Debito emergente, le opportunità vengono dalla crisi

Turchia, Brasile e Argentina hanno fatto molto parlare per la loro instabilità negli ultimi mesi nonostante ciò in futuro potrebbero rappresentare delle buone strategie per gli investitori
27/11/2018 | Greta Bisello

"In termini di opportunità, crediamo che le migliori si riscontrino nei Paesi che hanno attraversato le crisi più dure quest'anno, quindi in realtà siamo molto ottimisti riguardo alla Turchia. La domanda interna è crollata in maniera decisa nel paese: abbiamo osservato un calo del 25% delle importazioni e il Paese ha registrato in agosto la sua seconda eccedenza delle partite correnti degli ultimi 10 anni" afferma Paul McNamara, direttore degli investimenti per le strategie Local Bond Emerging Markets di GAM Investments. 

 

Al momento infatti La Turchia non è affatto in una posizione sicura, soprattutto considerando che le decisioni politiche continuano a rivelarsi controverse, ma resta il fatto che si tratta di una grande economia manifatturiera alle porte dell’Europa, quindi le prospettive sono interessanti.

 

E prosegue: "Crediamo inoltre vi siano opportunità tattiche in Brasile e in Argentina. L’Argentina si trova forse tre o quattro mesi indietro rispetto alla Turchia. Ha attraversato una grande svalutazione della moneta e il crollo della domanda interna. Si tratta di un’economia molto meno aperta con esportazioni inferiori. Le esportazioni sono concentrate nel settore della soia, quindi, a meno che il prezzo della soia aumenti, l’Argentina, non ne trarrà grandi benefici".  

 

Per quanto riguarda il Brasile, prosegue l'esperto di GAM, i mercati stanno osservando con maggiore attenzione la situazione economica del paese in seguito alle elezioni. Il Brasile ha tassi d’interesse reali del 5,5%, il che significa che non può permettersi un disavanzo primario. Deve tenere sotto controllo la spesa, il che richiederà un enorme sforzo a livello politico. 

 

In conclusione c'è da evidenziare che per le valute emergenti il dollaro USA rappresenta il fattore trainante. "Siamo convinti che fino a quando la crescita degli Stati Uniti continuerà a superare quella del resto del mondo sarà difficile assistere a un arretramento del dollaro USA. Tuttavia, a nostro avviso, il recente calo delle azioni statunitensi rappresenta un elemento positivo per gli emergenti" chiosa McNamara.

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