Mai (PIMCO):"Italia crescita zero o leggermente negativa nel IV trimestre"

Il Paese si avvia verso una recessione che sarà di natura tecnica ma non soltanto, a dirlo il responsabile della ricerca sul credito sovrano in Europa
16/01/2019 | Greta Bisello

"Nel quarto trimestre 2018 crediamo che la crescita italiana sarà pari allo zero o leggermente negativa, il Paese si avvia così verso una recessione tecnica ma non solo tecnica" ha detto Nicola Mai, responsabile della ricerca sul credito sovrano in Europa nei nuovi uffici di Milano di PIMCO.

Una legge di bilancio non "realistica" quella giallo-verde né dal punto di vista del deficit né sotto il profilo della crescita. Inoltre per quanto riguarda il debito italiano questo si trova su una traiettoria ascendente lontana quindi dalle ipotesi di una riduzione. La parola d'ordine secondo l'esperto rimane dunque cautela soprattutto sui Btp. 

 

In questo scenario l'Eurozona, oltre al nostro Paese, dovrà monitorare anche le guerre commerciali in essere che redenranno il commercio a livello globale più costoso e difficile, in generale però non mancano le tensioni come ad esempio i gilet gialli in Francia o il difficile nodo della Brexit nel regno Unito. 

Su quest'ultimo evento, prosegue Mai, si sta scartando l'ipotesi finale di un no deal o di una hard Brexit, piuttosto si guarda alla possibilità di una revoca dell'articolo 50 o di una estensione nel tempo fermo restando però la "scadenza" del 29 marzo.

 

L'outlook globale del più grande gestore obbligazionario al mondo rimane quello di crescita anche se più lenta ma allo stesso tempo più sincronizzata, con gli Stati Uniti che inizieranno a rallentare a causa di una politica fiscale meno stimolante (rispetto quello vissuto fin'ora), condizioni finanziarie più restrittive e i prezzi degli energetici che indeboliranno i produttori statunitensi.

La probabilità di una recessione è al di sotto del 50% afferma l'esperto di PIMCO, dato che i due driver che potrebbero innescarla non si stanno materializzando ovvero l'inflazione che sale o eccessi di spesa dalle società private statunitensi (le probabilità si fanno invece piuttosto elevate in un orizzonte temporale di 3-5 anni, in questo caso superiore al 50%).

Trump sarà ancora alle prese con tensioni commerciali nei confronti della Cina nonostante i recenti 90 giorni di tregua. 

Il Paese di Xi Jinping nel frattempo rallenta la sua crescita che si aggira intorno al 6% mentre le autorità locali cercano di correre ai ripari con stimoli di natura monetaria e fiscale.

 

Sul fronte Banche centrali si sta assistendo a una "nuova neutralità" da parte della Fed che, si stima, opererà un ulteriore rialzo dei tassi ma spostato avanti nel tempo e non a marzo. Mentre la BCE, dopo aver chiuso i rubinetti del QE, potrebbe rilanciare iniezioni di liquidità. 

 

 

 

Hai trovato questa news interessante?
CONDIVIDILA

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Vuoi rimanere aggiornato e ricevere news come questa?
Iscriviti alla nostra newsletter e non perderti tutti gli approfondimenti.