Bce, verso un nuovo Tltro. Ecco perché

Hilton (Columbia Threadneedle): “Previsioni economiche al ribasso forniscono anche una ragione per rafforzare il meccanismo di trasmissione della politica monetaria”
07/03/2019 | Redazione Advisor

“In un mondo in cui le Banche centrali tendono a ridimensionare le aspettative di una politica monetaria più rigorosa, non sarebbe affatto una sorpresa se la Bce rivedesse le proiezioni dei propri esperti, per rispecchiare il ritmo fiacco della crescita interna e le deteriorate prospettive di mercato a livello globale”.  Adrian Hilton, portfolio manager di Columbia Threadneedle Investments, concentra la sua analisi sulla riunione della Banca centrale di oggi.

“La ripresa dell’Eurozona - spiega l’analista - è stata fragile nell’ultimo anno, e mentre alcune debolezze possono essere attribuite a fattori transitori, è probabile che il tasso di crescita sia ora molto più vicino al trend, più di quanto non ci si aspettasse prima”.

L’esperto non si aspetta “annunci politici concreti, ma la Bce potrebbe scegliere di modificare la formulazione del linguaggio per quanto riguarda i tempi del suo primo aumento dei tassi, rimandando il tutto dal Q3 alla fine dell’anno. Ancora più importante, Mario Draghi potrebbe usare la scusa di proiezioni macroeconomiche più basse per fornire dettagli per un ulteriore programma TLTRO. Ciò è in parte una questione di necessità: la precedente operazione inizierà a finire a giugno 2020, mettendo gli stabili requisiti di finanziamento sotto pressione per alcune delle banche dell’Eurozona entro l’estate”.

“Ma previsioni economiche al ribasso forniscono anche una ragione economica per rafforzare il meccanismo di trasmissione della politica monetaria, estendendo così il programma TLTRO”, conclude Hilton.

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