L'investimento "ideale" è ancora un'utopia

Secondo quanto emerso dalla 95esima Giornata Mondiale del Risparmio ci troviamo di fronte una sfida importante per l'industria del risparmio gestito e della consulenza finanziaria. Una sfida da affrontare al più presto, perché gli italiani stanno aumentando la quota di liquidità. 
02/11/2019 | Francesco D'Arco

La Giornata Mondiale del Risparmio è giunta alla sua 95esima edizione e, come di consueto, è stata accompagnata dalla presentazione dell’Indagine annuale Acri - Ipsos, “Gli Italiani e il Risparmio”, e dagli interventi del presidente di Acri (Francesco Profumo), del Ministro dell’Economia e delle Finanze (Roberto Gualtieri), del presidente dell’Abi (Antonio Patuelli) e del Governatore della Banca d’Italia (Ignazio Visco).

 

Se confrontiamo parte dell’intervento di quest’ultimo, basato sull'analisi dei dati della Banca d’Italia sugli effettivi investimenti delle famiglie italiane, con i risultati dell'indagine firmata Acri-Ipsos, che a livello metodologico valuta anche il “percepito” degli italiani, ci troviamo di fronte una sfida importante per l'industria del risparmio gestito e della consulenza finanziaria

 

Questa sfida è ben sintetizzati da due grafici (pubblicati in questa pagina) che mostrano, da un lato, una composizione del portafoglio sempre più diversificata e gestita (come ha ben spiegato Visco), dall’altra una paura ad investire che ben spiega la preferenza verso strumenti assicurativi a discapito di strumenti differenti dai tradizionali fondi comuni. Anche perché, come spiegano gli esperti di Acri-Ipsos, "si fatica in questi anni a trovare l’investimento ideale, a tal punto che per il 35% l’ideale è proprio non investire, tenersi i soldi o spenderli, dato in crescita di 5 punti rispetto al 2018 e che raggiunge il massimo della serie (nel 2001 erano il 21%)".

 

Va bene quindi celebrare i risultati raggiunti dal 2007 a oggi (ovvero l’aumento di risparmio gestito in portafoglio, come sottolineano i dati della Banca d'Italia), ma forse è importante riuscire oggi a rispondere meglio alle richieste dei clienti mettendo sul tavolo investimenti “ideali”, ovvero in grado di spostare quelle grande quantità di risparmio ancora ferme sui conti correnti (pari oggi all’85% del totale, come conferma l'indagine Acri-Ipsos).

 

 

“Negli anni successivi alla crisi finanziaria globale le famiglie italiane hanno mostrato cautela nel selezionare i loro investimenti di portafoglio. La quota dei depositi sul totale delle loro attività finanziarie ha continuato a crescere, portandosi lo scorso giugno a quasi il 30 per cento, anche in conseguenza della riduzione dei rendimenti di altri strumenti finanziari (fig. 3). Le famiglie hanno inoltre fortemente ridotto gli investimenti diretti in titoli obbligazionari, soprattutto quelli emessi dallo Stato e dalle banche, scesi rispettivamente al 3,3 e all’1,5 per cento, tre e sei punti percentuali in meno che nel 2007. Sono aumentati gli acquisti di strumenti del risparmio gestito (in particolare di prodotti assicurativi), la cui quota ha superato il 31 per cento lo scorso giugno, undici punti percentuali in più rispetto al 2007. Nel complesso si è accentuata la diversificazione del portafoglio.In questo contesto le attività di tutela dei risparmiatori, che vedono impegnate la Banca d’Italia, la Consob e l’Ivass, rivestono particolare importanza. La nostra azione si svolge su più fronti. Da un lato, abbiamo rafforzato la vigilanza sulla trasparenza e correttezza dei prodotti bancari, da ultimo con le disposizioni sulla gestione dei reclami, sull’offerta di nuovi prodotti sul mercato e sui diritti degli utenti dei servizi di pagamento. Dall’altro lato, continuiamo ad accrescere il nostro impegno sia con i giovani sia con gli adulti in materia di educazione finanziaria, anche con riferimento agli effetti dell’applicazione delle tecnologie digitali agli strumenti di pagamento: stiamo completando il rinnovamento del materiale informativo per gli studenti; avvieremo a breve un nuovo portale di educazione finanziaria; collaboriamo intensamente con il Comitato costituito in sede nazionale”.

Intervento del Governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco in occasione della Giornata Mondiale del Risparmio del 2019

 

 

“Non perde vigore la predilezione degli italiani per la liquidità (63%), sia per indole, sia per trovarsi più preparati in un contesto incerto. Nel valutare le proprie scelte di risparmio e investimento emerge il desiderio di impatto sociale positivo: il cittadino può e deve fare la sua parte. Le preoccupazioni future, come motivazione del risparmio, salgono dal 37% al 48%; rimane stabile al secondo posto, 26%, la volontà di risparmiare per un progetto futuro. Il risparmio viene, quindi, tesaurizzato ancora in gran parte in liquidità, vuoi per una ridotta facilità di trovare un investimento ideale, vuoi per la diffidenza verso norme ed istituzioni che lo tutelano (60% ritiene non sia adeguatamente tutelato). Infatti, in una situazione in cui il risparmio gioca un crescente ruolo di autoassicurazione, questa ridotta fiducia non può che confermare la predilezione per la liquidità. Si fatica in questi anni a trovare l’investimento ideale, a tal punto che per il 35% l’ideale è proprio non investire, tenersi i soldi o spenderli, dato in crescita di 5 punti rispetto al 2018 e che raggiunge il massimo della serie (nel 2001 erano il 21%). 

Scende di 6 punti l’attrazione verso titoli considerati più sicuri, oggi ideali per il 25%, rimangono stabili il ‘mattone’ al 33% e gli investimenti più rischiosi al 47%. Nei fatti, rispetto allo scorso anno, aumentano i correntisti (85%, + 4 punti percentuali rispetto al 2018) e coloro che approcciano il risparmio gestito (16%, + 4 punti) Si affaccia con prepotenza la volontà di investire in attività con un impatto positivo su ambiente e società, anche mettendo il rendimento in secondo piano, sia pur preservando come criterio principale l’attenzione al rischio. Questo interesse offre quindi, per chi saprà coglierla, una nuova prospettiva per ridurre la preferenza per la liquidità e per incrementare l’investimento in attività di impatto sociale ed ambientale”. 

Testo tratto dalla 19a Indagine annuale Acri - Ipsos “Gli Italiani e il Risparmio” realizzata in occasione della 95ª Giornata Mondiale del Risparmio.

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