Italia, puntare sui BTP a lunga scadenza. Ecco perché

“Il credito rappresenta una buona fonte di opportunità in Europa, a differenza degli Usa”. Andrea Iannelli, investment director per l’obbligazionario di Fidelity International, intervistato da Advisor, fa il punto sulle opportunità che offre il mercato
08/11/2019 | Max Malandra

“L’allentamento delle tensioni nell’ultimo periodo ha condotto a una discesa del premio per la sicurezza nel comparto delle obbligazioni governative, ma ora che la politica monetaria ha esaurito il suo compito spetta alla politica fiscale portare avanti il programma, come già indicato più volte da Mario Draghi”. Così Andrea Iannelli, Investment Director per l’obbligazionario di Fidelity International.

“Vediamo poco valore ormai nei bond di lungo termine, con una Bce accomodante, tassi bassi e inflazione molto contenuta: meglio quindi altre aree del mercato - continua Iannelli - Del resto nell’Eurozona vi sono sui conti 10mila miliardi di euro che giacciono in deposito, non investiti. Il credito ad esempio rappresenta una buona fonte di opportunità in Europa, a differenza degli Usa: le aziende europee non hanno approfittato dei tassi bassi per aumentare la leva, facendo ad esempio buyback a debito, ma hanno piuttosto aggiornato l’esposizione a costi minori. Quindi con un rischio creditizio che rimane contenuto: infatti in Europa vi sono più società high yield che sono passate a investment grade rispetto a quelle che hanno fatto il percorso inverso. E anche sui finanziari manteniamo una view simile: se ci piace l'emittente ne acquistiamo i bond con il rendimento più elevato".

"Infine, un altro esempio di rendimento aggiuntivo che si può spuntare riguarda le emissioni in euro di multinazionali extra europee: “Bilanciano i propri asset in euro con passività nella stessa valuta, ma il fatto di essere ‘straniere’, quindi poco conosciute e non in grado di sfruttare un bias di ‘home country’ le porta a dover offrire un rendimento aggiuntivo rispetto a omologhe società europee” continua il manager di Fidelity.

Qual è la vostra posizione sull’Italia?
"
Puntiamo sui Btp con scadenza lontana: quando a Roma c’è tensione è la parte corta della curva quella più penalizzata e che sottoperforma quella a lunga, che invece è meno sensibile alle problematiche politiche. Mentre negli anni abbiamo visto che il Tesoro privilegia le emissioni a medio termine.

Individuate altre opportunità sui mercati?
"I mercati emergenti hanno attirato notevoli flussi nel corso degli ultimi mesi: in precedenza erano stretti tra una Federal Reserve rialzista sui tassi e le tensioni commerciali tra Usa e Cina. Ora che la Fed è più accomodante, le Banche Centrali hanno iniziato a tagliare aggressivamente, tanto da aver accumulato 45 tagli di tassi da inizio anno, per ridare fiato elle economie: in ogni caso i bond viaggiano a circa 400 basis point sopra i Treasury e possono contare sul cuscinetto dato dalla valuta di emissione, il dollaro. E, sempre tra gli emergenti, guardiamo al debito cinese: decorrelato da azioni e settore obbligazionario globali, rappresenta un mercato in crescita e che progressivamente sta assumendo sempre più peso negli indici obbligazionari globali, che porteranno quindi più flussi in acquisto".

E la situazione degli Stati Uniti?
"La crescita dell’economia rimane interessante, specie se confrontata con quella europea, e l’inflazione rimane a nostro avviso sottostimata: il breakeven inflation è intorno all’1,7% ma le nostre stime per la prima metà del prossimo anno sono di un tasso di inflazione core intorno al 2,4-2,5 per cento".

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