Treasury USA suona l'allarme per l'economia

L'analisi di State Street Global Advisors fotografa un’istantanea dei flussi globali obbligazionari, delle posizioni e delle valutazioni
21/11/2019 | Greta Bisello

Nel terzo trimestre di quest'anno la domanda di Treasury USA ha quasi toccato il picco degli ultimi cinque anni. Anche se molti dei dati economici del trimestre si sono rivelati relativamente solidi, in particolare l'inflazione core, la debolezza dei dati macroeconomici più generali, conseguente alla guerra commerciale, ha portato la Federal Reserve statunitense ad adottare toni accomodanti. E' questa una delle evidenze fotografate da State Street Global Advisors nel suo outlook.

Secondo l'analisi l'indebolimento della fiducia all’inizio del quarto trimestre ha ulteriormente aggravato questi timori. Se gli investitori si aspettassero comunque una recessione, spiegano gli esperti, anticiperemmo un calo della domanda di obbligazioni corporate high yield ancor più marcato. Invece la domanda di obbligazioni high yield resta vicino alla media quinquennale mentre la domanda di titoli investment grade è più elevata. Per ora questo andamento appare in linea con un rallentamento, non una recessione. Una tendenza simile è riscontrabile anche al di fuori degli Stati Uniti. Il ritorno al QE della Banca centrale europea (BCE), anticipato per la maggior parte degli ultimi sei mesi, e il suo annuncio non hanno deluso.

Guardando ad esempio all'Italia, nel corso del trimestre in esame la domanda di titoli di Stato italiani, tematica costante delle precedenti edizioni del Bond Compass, è rimasta solida. E la domanda negli ultimi venti giorni mostra che gli investitori sono stati in realtà venditori netti di BTP, per la prima volta da febbraio. Potrebbe trattarsi solo di una deviazione da quello che è stato un robusto trend durato molti mesi, ma mentre la nuova coalizione cerca di finalizzare il bilancio 2020, l’incertezza dei flussi ricorda che la fiducia degli investitori può andare in entrambe le direzioni.

 

Nel dettaglio è da notare il declino dei rendimenti del Treasury decennale ai livelli più bassi dal 2016. Questa situazione è stata in un certo modo aggravata dal primo taglio dei tassi effettuato dalla Fed in un decennio, accolto con forti preoccupazioni di una recessione in seguito all’inversione del segmento 2-10 anni della curva per la prima volta dalla crisi finanziaria mondiale.

Gli investitori hanno mantenuto costantemente una view positiva sui Treasury. Tuttavia, se gli acquisti hanno raggiunto i livelli più alti degli ultimi cinque anni, il posizionamento resta sottopesato. La combinazione di queste due dinamiche significa che possono esserci più rialzi per gli investitori in tassi USA. C'è inoltre una differenze nei flussi in base ai segmenti di scadenze. I flussi più elevati restano sulla parte a breve della curva, fino a cinque anni, mentre i flussi più deboli, e persino le vendite, hanno riguardato la parte centrale e lunga. In ultima analisi questi movimenti riflettono un orientamento della curva verso l’irripidimento, che potrebbe anticipare ulteriori tagli dei tassi da parte della Fed per evitare la recessione.

 

In Europa invece gli investitori faticano sempre di più a trovare obbligazioni con rendimenti positivi. Di conseguenza, per la maggior parte dell’anno la negoziazione per gli investitori ha significato ridurre sistematicamente il sottopeso ai titoli di Stato italiani. Ciò si è verificato nonostante la debolezza dei dati economici italiani, del suo rischio politico e dell’attuale disputa con l’Ue sul bilancio.

 

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