Riconsiderare i porti sicuri. Parola di JP Morgan AM

L’asset class obbligazionaria non può più offrire gli stessi rendimenti del passato. Gli investitori devono riconsiderare i "porti sicuri"
21/11/2019 | Lorenza Roma

In una fase considerata di fine ciclo, caratterizzata da rendimenti obbligazionari molto bassi, investire è diventato sempre più difficile. J.P. Morgan Asset Management pubblica l’edizione 2020 delle Long-Term Capital Market Assumptions, l’analisi delle previsioni di lungo periodo (su un orizzonte temporale di 10-15 anni), giunte ormai alla 24° edizione.

 

"Le Long-Term Capital Markets Assupmptions del 2020 si inseriscono in un contesto caratterizzato dall’incertezza provocata dalle superpotenze economiche mondiali riguardo al futuro del commercio e dal recente cambio di rotta della politica monetaria a livello globale", ha commentato John Bilton, head of global multi-asset strategy di J.P. Morgan Asset Management. "Nell’attuale fase di rendimenti obbligazionari molto bassi, gli investitori devono riconsiderare in che modo ottimizzare il portafoglio, poiché la scelta non è più tra perdita di rendimento delle attività più rischiose e la minimizzazione del rischio, ma piuttosto tra quest’ultima e la probabilità di ottenere un rendimento pari a zero, o addirittura negativo”.

 

"Nel corso dell'ultimo anno, il ciclo economico ha raggiunto un ulteriore livello di maturazione, divenendo la più lunga fase di espansione mai registrata negli Stati Uniti", ha dichiarato David Kelly, chief global strategist di J.P. Morgan Asset Management. "Le nostre proiezioni di crescita per i prossimi 10-15 anni sono relativamente modeste, con l'invecchiamento della popolazione che costituisce uno dei principali ostacoli e la spinta alla produttività guidata dalla tecnologia che rappresenta la principale opportunità di rialzo. La flessibilità del portafoglio è fondamentale per gli investitori che vogliono gestire l’incertezza derivante dal ciclo economico, mentre quelli che sono alla ricerca di rendimenti più elevati dovrebbero guardare ai mercati non quotati e agli investimenti alternativi, utilizzandoli sia in termini di diversificazione sia come fonte di alfa”. 

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