Investimenti, serve un po’ di prudenza ma senza esagerare

Marco Vailati, responsabile ricerca investimenti di Cassa Lombarda, intervistato da advisoronline.it, avanza dei dubbi sulla prosecuzione del rally di fine anno e mette in guardia gli investitori perché “l’esposizione al rischio in questa fase non è elevata e ciò li rende più reattivi alle sorprese positive che a quelle negative”
22/11/2019 | Francesco D'Arco

MarcoVailati, responsabile ricerca investimenti di Cassa Lombarda, intervistato da advisoronline.it, spiega che “per ora la crescita economica prosegue e le politiche monetarie restano di supporto”. Poi avanza dei dubbi sulla prosecuzione del rally di fine anno e mette in guardia gli investitori perché “le borse ai massimi segnalano l’attesa di un futuro radioso, mentre i tassi sui minimi quella di un rallentamento economico. Inoltre, l’esposizione al rischio in questa fase non è elevata e ciò li rende più reattivi alle sorprese positive che a quelle negative”.

Ci sarà il rally di fine anno?
"Non lo darei per scontato. Statisticamente la stagionalità è positiva, ma non si può prescindere dall’andamento precedente".

Quest’anno come ci arriviamo?
“Con affanno e apparenti contraddizioni. Le performance sono già rilevanti per molte asset class, anche teoricamente contrapposte, e non sempre giustificate dai fondamentali, ma sostenute dalla repressione finanziaria delle banche centrali”.

In che senso?
“Le borse ai massimi segnalano l’attesa di un futuro radioso, mentre i tassi sui minimi quella di un rallentamento economico. Gli antipodi sono resi compatibili dalle politiche monetarie che hanno schiacciato i tassi obbligazionari inducendo i risparmiatori a forme di investimento progressivamente più rischiose. Tali politiche, mirate a sostenere la crescita economica e la stabilità dei prezzi, hanno realizzato solo in parte i propri obiettivi. Viviamo uno dei cicli di crescita più estesi, seppure a tassi inferiori ai precedenti, ma resta deludente la dinamica dei prezzi. Le politiche monetarie hanno impattato però sui mercati ‘inflazionando’ gli asset finanziari”.

Che cosa ci riservano i prossimi mesi?
“I fondamentali suggeriscono un po’ di prudenza senza esagerare/anticipare troppo l’impostazione difensiva. Per ora la crescita economica prosegue e le politiche monetarie restano di supporto. Inoltre, l’esposizione al rischio degli investitori in questa fase non è elevata e ciò li rende più reattivi alle sorprese positive che a quelle negative. Tuttavia le quotazioni sono elevate e permangono elementi di incertezza che si snoderanno nei prossimi mesi: i negoziati commerciali, la definizione della Brexit, gli appuntamenti elettorali sparsi nel mondo fino agli US tra 1 anno, piuttosto che le tensioni socio-politiche presenti in varie parti del globo".

Come vede i governativi?
“Quelli con rendimenti reali, e a volte anche nominali negativi, offrono modesta protezione in caso di peggioramento dello scenario ed espongono a perdite in caso di stabilità o miglioramento. Invece, per le azioni è importante monitorare la dinamica degli utili. I risultati trimestrali delle aziende hanno evidenziato una progressiva riduzione del tasso di crescita annuo, fino a contrazioni in alcuni mercati forse anche per i rialzi tassi effettuati dalla Fed nel 2018. Se il rallentamento fosse dipeso da questo verrà meno nei prossimi trimestri. In caso contrario sarà difficile mantenere gli elevati multipli che ne deriverebbero: il declino delle aspettative sugli utili non ha mai fatto bene alle quotazioni azionarie”.

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