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Tassi negativi, più danni che benefici

12/4/2019 | Redazione Advisor

Banche, compagnie assicurative e fondi pensione sono i comparti più penalizzati secondo gli esperti di Pimco


I tassi negativi potrebbero fare più male che bene, sia all'economia che ai mercati, a causa del loro impatto su banche, compagnie assicurative e fondi pensione, nonchè per il possibile effetto negativo sui consumi. E' la view di Nicola Mai, executive vice president, e Peder Beck-Friis, vice president e portfolio manager di Pimco.

 

Per quale motivo i tassi d'interesse negativi sono così preoccupanti? Gli esperti di Pimco individuano tre svantaggi principali: danneggiano innanzitutto il sistema bancario, inoltre creano sfide significative in altri settori del sistema finanziario, come i comparti assicurativo e pensionistico, e infine possono portare ad un incremento dei risparmi, anzichè a una loro riduzione.

 

Mai e Beck-Friis hanno analizzato l'effetto dei tassi negativi in cinque diversi paesi e regioni (Danimarca, Svizzera, Svezia, Giappone ed Eurozona), e valutato il loro impatto sui mercati finanziari, sui depositi bancari, sui tassi e sui volumi dei prestiti e le variabili macro, come la crescita e l'inflazione. Queste in sintesi le conclusioni degli esperti di Pimco: finora la politica è riuscita ad allentare le condizioni dei mercati finanziari, con una riduzione dei tassi di mercato sia a breve che a lungo termine, e ha avuto un impatto positivo sugli asset di rischio, in particolare l'equity. L'impatto sulle condizioni dei prestiti bancari sembra essere stato positivo, come sembra essere stato positivo, ma modesto, l'impatto macroeconomico.

 

Inoltre, Pimco ritiene che sul fronte bancario i tassi attivi bancari stanno diminuendo più rapidamente dei tassi passivi, esercitando una pressione al ribasso sui margini di profitto delle banche.

 

Per quanto riguarda il futuro, secondo gli esperti la politica dei tassi negativi potrebbe aver raggiunto i suoi limiti, è probabile che i tassi globali rimarranno ancorati, a causa della necessità di mantenere in atto politiche di stimolo e considerata la limitata efficacia della politica monetaria nell'influenzare l'irripidimento della curva dei rendimenti in assenza di un maggiore attivismo sul fronte delle politiche fiscali.

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