Italia: i nuovi PIR spingeranno i titoli azionari

Guibout (AXA IM): “Nel 2020 bisognerà puntare su fattori micro, come l’aumento degli utili societari, piuttosto che su quelli macro legati all’andamento del Btp”
09/12/2019 | Daniele Riosa

Gilles Guibout, gestore del fondo PIR AXA WF Framlington Italy, AXA Investment Managers spiega che “nel 2019 il mercato italiano ha sorpreso, facendo meglio delle attese. Le large cap più legate al mercato domestico hanno beneficiato della discesa del Btp. Non ci aspettiamo un cambio di trend da qui a fine anno, anche se il mercato resta sempre esposto ai tweet di Trump. Per il 2020 le azioni dovrebbero continuare a offrire una buona performance, soprattutto se arriva il nuovo decreto sui PIR, e bisognerà puntare sugli utili. La sorpresa dell’anno è stato il fatto che l’Italia ha fatto molto meglio delle attese. Il movimento del mercato è stato ampiamente guidato dall’andamento dei tassi che sono scesi già nel primo semestre, discesa che si è amplificata con il cambio di governo (Conte 2). A inizio anno, infatti, il Btp era su livelli massimi, a 280 punti base, poi a fine giugno è sceso a 230 punti base. Vista l’incertezza sull’esecutivo che si è formato dopo le elezioni (Lega-Movimento 5 Stelle), nessuno si aspettava una tale discesa del Btp”.

Cosa dobbiamo aspettarci nel 2020? L’analista rileva che “visto che per il 2020 non ci aspettiamo né una forte crescita, né un crollo, riteniamo che non sia arrivato il momento per vendere. Anzi, se il clima sul lato politico migliora e se si conferma la volontà di raggiungere un’unione bancaria in Europa, sarebbe un’ottima notizia per l’eurozona e soprattutto per l’Italia. Inoltre, se sarà approvato il decreto sui nuovi PIR, il trend sulle azioni dovrebbe continuare ad essere positivo, specie con i tassi che restano cari. Il nostro scenario dunque prevede tassi bassi, decelerazione della crescita, ma comunque crescita. In questo contesto le azioni dovrebbero continuare a offrire una buona performance”.

Tuttavia, “con i tassi quasi a zero, la ‘componente Btp’ del mercato, che nel 2019 ha dato un forte contributo alla performance, non sarà in grado di fare altrettanto nel 2020. Le utilities, infatti, che salgono quando i Btp scendono, quest’anno sono state l’elemento che maggiormente ha contribuito al rialzo. Infine, se dovesse esserci un ritorno dell’incertezza, questi titoli potrebbero soffrire. Nel 2020 bisognerà puntare quindi su fattori micro, come l’aumento degli utili societari, piuttosto che su fattori macro legati all’andamento del Btp. Nel nostro scenario vediamo il rischio di un rialzo inatteso dei tassi di mercato legato per esempio a imprevisti default nel segmento del credito”.

Guibout conclude elencando alcuni titoli su cui puntare nel 2020. “In portafoglio abbiamo società i cui utili attesi sono mediamente al 9%, mentre la crescita attesa degli utili per il mercato aggregato è del 7%. Per la crescita ci concentriamo su titoli come DoValue, Amplifon, Prysmian, Nexi, società che hanno una crescita attesa superiore al 20%”.

Hai trovato questa news interessante?
CONDIVIDILA

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Vuoi rimanere aggiornato e ricevere news come questa?
Iscriviti alla nostra newsletter e non perderti tutti gli approfondimenti.