Azionario, avversione al rischio degli investitori ai minimi

Moonen (NN IP): “Pur in presenza di evidenti rischi geopolitici, vi sono diversi fattori positivi a sostegno di una maggiore esposizione azionaria”
22/01/2020 | Daniele Riosa

“Pur in presenza di evidenti rischi geopolitici, vi sono diversi fattori positivi a sostegno di una maggiore esposizione azionaria”. Questo perché, come spiega Patrick Moonen, principal strategist NN Investment Partners, “in primo luogo, le aspettative sugli utili societari appaiono abbastanza basse da farci ritenere che i risultati della prossima stagione degli utili saranno facili da battere. In secondo luogo, negli ultimi mesi sono aumentate le evidenze di una ripresa della produzione globale”. 

Inoltre “con la fine dell'escalation del conflitto commerciale USA-Cina, l'incertezza per le aziende manifatturiere di tutto il mondo dovrebbe diminuire un po' nei prossimi trimestri. Questo probabilmente sosterrà la ripresa dell'attività manifatturiera e a un certo punto aiuterà anche il Capex (le spese in conto capitale) a riprendersi”.

“In NN IP – prosegue l’esperto - notiamo che diversi indicatori sono a sostegno delle azioni globali, tra cui gli indici di sorpresa economica che si sono spostati più in alto, evidenziando che i dati macroeconomici globali sono in gran parte più forti del previsto. Una ulteriore conferma arriva dal Risk Aversion Index di NN Investment Partners che è vicino al minimo storico, nonostante le tensioni geopolitiche”.

“Tale indice, che misura l'avversione al rischio degli investitori azionari globali su una scala da 0 a 100, il 13 gennaio si attestava a 27, il valore più basso da gennaio 2018 e vicino al minimo di 20 anni fa, inferiore a 20, raggiunto nel primo trimestre 2005”, conclude Moonen.

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