Italia, ci aspetta un biennio all’insegna dell’incertezza

Alessandro Tentori (AXA IM): “La carenza strutturale di inflazione e di crescita sono un problema per la traiettoria del debito pubblico”
21/02/2020 | Daniele Riosa

Alessandro Tentori, cio di AXA IM Italia, analizza il tema della fragilità della crescita economica italiana alla luce delle nuove previsioni della Commissione Europea e della crescente incertezza congiunturale per il biennio 2020 e 2021.

“Nelle sue stime economiche invernali – spiega Tentori - la Commissione ha limato la crescita annua dell’Italia da +0.4% a +0.3% nel 2020 3 da +0.7% a +0.6% nel 2021. Il profilo del PIL a livello di zona Euro è invece rimasto invariato a +1.2% per il biennio”. Sul fronte investimenti nel nostro Paese “si attestano al 17.5% del PIL, cioè 4 punti percentuali sotto il livello del decennio 1999-2008”.

Il debito pubblico italiano invece “è aumentato di quasi un punto percentuale nel quinquennio 2015-2019 e viene stimato dalla Commissione Europea a 136.2% del PIL nel 2019. Senza entrare nel merito del programma economico dei vari governi che si sono passati il testimone nell’ultimo decennio, vorrei però evidenziare come la carenza strutturale di inflazione e di crescita siano un problema per la traiettoria del debito pubblico. Mantenendo costanti il costo del debito (3.5% del PIL) e l’avanzo primario (1.3% del PIL), sia il PIL che l’inflazione devono accelerare all’1.1% per mantenere il rapporto debito/PIL costante ai livelli attuali. L’accelerazione del PIL sarebbe peraltro sorprendente in un contesto di crescita potenziale stimata a +0.5% e di crescente incertezza congiunturale proveniente dalla Cina”.

L’analista teme “che il rallentamento ciclico registrato ancor prima della scoperta del Coronavirus ci suggerisca un livello di cautela particolarmente alto per le nostre previsioni economiche. In particolare, questa cautela va applicata a quei paesi che sono caratterizzati non solo da un deficit strutturale di investimenti (i.e. crescita potenziale bassa), ma anche da un livello di debito molto alto rispetto agli standard dei paesi avanzati”.

“L’Italia- conclude Tentori - è in pole position in questa lista. L’effetto positivo e a mio avviso necessario della politica monetaria si sente ancora, per fortuna. Resta da capire se la politica monetaria sia lo strumento adatto per contrastare un trend che ha poco di tendenziale e molto di strutturale. Forse sarebbe più adatto un blend di strumenti, dalla politica fiscale a quella macroprudenziale, il tutto condito con una buona dose di politica monetaria”.

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