Fed, intervento a sorpresa

La Fed ha tagliato a sorpresa i tassi di interesse dello 0,5%. I commenti di Natixis IM, Schroders, BNY Mellon, Fidelity International e Aberdeen Standard Investments
04/03/2020 | Paola Sacerdote

“La Federal Reserve ha tagliato i tassi di 50 punti base al fine di proteggere l'economia statunitense dal coronavirus e Powell ha dichiarato di essere pronto ad agire” spiega Esty Dwek, head of global market strategy, Natixis IM Solutions. “Il listino statunitense ha inizialmente reagito molto positivamente all'annuncio, e i rendimenti del Treasury sono calati, con il rendimento a 10 anni intorno all'1,09. Dal nostro punto di vista riteniamo che anche altre Banche centrali taglieranno i tassi o inietteranno liquidità, apportando ulteriore sostegno ai mercati”.

 

La mossa della Fed ha colto di sorpresa la maggior parte degli operatori, come spiega Keith Wade, chief economist and strategist, Schroders: “Le indagini sulle aziende segnalano certamente un rallentamento dell’attività dovuto alla domanda più debole da parte della Cina e alle problematiche legate alla catena di approvvigionamento, anche se non si è verificato un collasso nell’attività statunitense. Allo stesso tempo, il numero dei casi resta basso. Di certo la situazione può peggiorare e ci aspettiamo che l’attività risulti stagnante nel primo trimestre, ma credevamo che avremmo dovuto assistere a più conferme su questo fronte prima di vedere la Fed in azione”. 

 

Paul Brain, gestore del BNY Mellon Global Dynamic Bond Fund e head of fixed income di Newton Investment Management, si focalizza sulla risposta dei mercati obbligazionari.” Il mercato delle obbligazioni USA prevedeva già, nei prezzi dei titoli, una riduzione da 100 punti base dei tassi Fed, ma la reazione iniziale all’annuncio odierno spinge le valutazioni a incorporare ulteriori tagli. I rendimenti a 10 anni sono diretti verso un livello dell’1%. Il movimento dei prezzi potrebbe però avere vita breve, se gli asset rischiosi dovessero rispondere bene alle misure monetarie, o se i mercati dovessero realizzare che le Banche Centrali sono più lente del previsto nel reagire”.

 

Secondo Anna Stupnytska, head of global macro di Fidelity International, è importante che gli interventi non si fermino alle politiche monetarie.   “Il continuo diffondersi del coronavirus avrà probabilmente un impatto importante sull'economia globale. Ma se una politica monetaria più accomodante aiuta il sentiment, le banche centrali non dovrebbero agire in modo isolato e i governi dovrebbero intervenire con misure fiscali tempestive e ben progettate, sostenendo le economie che lottano non solo contro il virus in sé, ma anche contro misure preventive che - in alcuni casi - hanno fermato le attività. Alla luce delle iniziative odierne di Reserve Bank of Australia e Fed, è ora probabile che altre importanti banche centrali seguiranno l'esempio in modo coordinato.”

 

Sulla stessa linea James McCann, senior global economist di Aberdeen Standard Investments,  che commenta: "Tuttavia, questa non è una panacea. Tagliare i tassi in una situazione come quella attuale è uno strumento piuttosto brusco e sarebbe davvero auspicabile che si combinasse con l'intervento dei governi. Agendo ora, la Fed rischia di dare ai governi tutte le scuse di cui hanno bisogno per restare con le mani in mano".

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