Coronavirus, la Fed taglia i tassi a sorpresa

A seguito dell'impatto del Coronavirus, la Fed ha tagliato i tassi di mezzo punto. I commenti degli esperti di alcune società
04/03/2020 | Lorenza Roma

Sulla scia della paura per l’impatto economico del Coronavirus, la Federal Reserve corre ai ripari tagliando di mezzo punto percentuale i tassi d'interesse. I commenti di Eurizon, Legg Mason, Federated Hermes, M&G Investments, Flossbach von Storch, Janus Henderson Investors e Lombard Odier. 

 

"L’intervento sui tassi di interesse è mirato a contenere, in via preventiva, i rischi di restringimento delle condizioni finanziarie", ha dichiarato Laura Pozzini del team macro research di Eurizon. "Il fatto che la Fed continuerà a monitorare da vicino gli sviluppi e le loro implicazioni per lo scenario economico indica che all’intervento di oggi ne seguiranno probabilmente altri, in termini di tagli dei tassi o di nuovi strumenti". Secondo Mike LaBella, head of investment strategy di QS Investors (gruppo Legg Mason), la mossa della Fed è audace ma probabilmente prematura. "Una mossa che dimostra meno fiducia nelle istituzioni internazionali, e che prelude a una risposta globale meno coordinata proprio nel momento in cui ne avremmo più bisogno”, ha affermato LaBella.“È importante notare come la mossa aggressiva della Fed getti un'ombra sulla sua amata indipendenza, in quanto dà l'impressione che abbia ceduto alle pressioni dei mercati finanziari e della politica", ha commentato Silvia Dall’Angelo, senior economist di Federated Hermes. "In generale, è un po' scoraggiante che la politica monetaria sia ancora l’unico strumento a disposizione e che lo spirito dei mercati e dei politici non sia cambiato dopo la crisi finanziaria globale. Altre importanti banche centrali sono ora pronte a seguire le orme della Fed". Wolfgang Bauer, gestore fixed income di M&G Investments, ha precisato: "Sebbene il taglio di emergenza di 50 punti base della Fed abbia portato i rendimenti dei Treasury a nuovi livelli minimi, l'azione della policy non è riuscita a stimolare la propensione al rischio, mentre gli spread creditizi si sono ampliati. Se da un lato la risposta immediata del mercato è stata di certo rassicurante per gli investitori del credito, va notato che tassi di interesse più bassi contribuiranno a mantenere bassi anche i costi di rifinanziamento per le aziende e, allo stesso tempo, i tassi di default".

 

Una domanda molto interessante in questo periodo è come l'ulteriore calo dei tassi d'interesse USA influenzerà il comportamento degli investitori americani a lungo termine. "Si consideri che i rendimenti degli utili aziendali sono attualmente superiori di circa il 4-5% rispetto al rendimento di un portafoglio obbligazionario accettabile", ha dichiarato Thomas Lehr, capital market strategist di Flossbach von Storch. "Non saremmo quindi sorpresi se aumentasse anche la disponibilità degli investitori americani ad accettare valutazioni più elevate sul mercato azionario. Se non altro, il fatto che, nonostante i tassi d'interesse record, le valutazioni del mercato azionario non si discostino sensibilmente da quelle di 30 anni fa, fornisce un certo cuscinetto, anche in caso di calo significativo degli utili aziendali. In conclusione, guardando al lungo termine, non c'è comunque alternativa alle azioni per gli investitori in un contesto di bassi tassi d'interesse”, ha aggiunto.

 

Secondo Andrew Mulliner, global bonds portfolio manager di Janus Henderson Investors, il taglio dei tassi della Fed non sarà sufficiente ad evitare gravi perturbazioni economiche. “Il fatto che oggi assistiamo a una risposta simile da parte della Fed, può essere sia festeggiato sia temuto", ha affermato. "Quello che nessuno può mettere in dubbio è che dopo una settimana turbolenta sui mercati come quella appena passata, la Fed stia esprimendo la propria posizione, ossia che agirà per sostenere l'economia e l’operatività dei mercati in ogni modo possibile. Tuttavia, mentre il sostegno della Fed è un prerequisito per calmare i mercati, riuscire a limitare la diffusione del Coronavirus è tutt'altro che certo. In uno scenario di questo tipo, il taglio dei tassi indubbiamente non recherà alcun danno, ma non sarà certamente sufficiente ad evitare gravi perturbazioni economiche”. Bill Papadakis, macro strategist di Banque Lombard Odier, ha specificato: "Il brusco inasprimento delle condizioni finanziarie derivante dalla reazione del mercato al recente flusso di notizie relative al coronavirus stava facendo pressione sulla Fed affinché prendesse misure di allentamento, e la decisione di oggi è chiaramente una mossa in quella direzione. Consideriamo tale risposta politica come un fattore chiave nel ridurre la possibilità che lo shock del coronavirus generi dinamiche recessive nell'economia mondiale".

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