Azionario, i settori che resistono alla crisi

Capital Group analizza quali comparti sono stati colpiti di più e quali hanno retto meglio l’impatto del Coronavirus sui mercati
25/03/2020 | Redazione Advisor

La flessione di mercato indotta dal COVID-19 che stiamo vivendo è, per certi aspetti, senza precedenti: l’intervallo di tempo tra il picco e l'inizio di un mercato orso, quando si è registrato un -20%, è stato estremamente breve: appena 22 giorni. Non si registrava un sell off così repentino dal 1987. Non tutti i settori e le aree geografiche hanno sofferto allo stesso modo: Richard Carlyle, equity portfolio manager di Capital Group, analizza quali comparti sono stati maggiormente colpiti e quali invece hanno tenuto meglio.  

 

A livello di asset class, “il reddito fisso non si è rivelato così tanto decorrelato dai titoli azionari quanto gli investitori in cerca di un porto sicuro avrebbero sperato” spiega Carlyle. “Stranamente, un’area che ha fornito una certa protezione è stata quella dei mercati emergenti, che ha registrato flessioni più contenute rispetto a diverse altre regioni, incluse l’Europa e gli USA. Questa non è in realtà una sorpresa, considerato che tra gli emergenti il paese ad avere il peso principale è la Cina, il cui governo ha adottato rapidamente misure stringenti atte a limitare la diffusione del virus. L’azionario cinese ha registrato un -15% da inizio anno, rivelandosi più resiliente dell’azionario europeo e statunitense, che segnano un -30%. L’economia cinese sta iniziando a tornare a regime, e alcune delle principali società del settore tecnologico e di internet hanno beneficiato del maggior tempo che le persone hanno dovuto trascorrere in casa a causa del virus”.

 

Analizzando il comparto azionario, come spiega il manager di Capital Group, le big cap hanno retto meglio. “Il sell off ha colpito più duramente le PMI rispetto alle aziende a maggiore capitalizzazione in questo inizio d’anno volatile, probabilmente a causa della loro significativa esposizione alla domanda domestica e alle attività particolarmente colpite dal virus (pensiamo ad esempio i ristoranti). Anche altre aree legate al piacere e al tempo libero, come le compagnie aeree e di crociera, stanno affrontando tempi difficili”. A soffrire sono anche le aziende legate ai dividendi, come banche e compagnie petrolifere, che quest’anno vedranno con ogni porbabilità tagliata la remunerazione agli azionisti.

 

Le prospettive non sono tutte negative, e in un’ottica di lungo termine non mancano secondo Carlyle anche i vincitori. “Alcuni settori stanno reggendo meglio di altri, in particolare i beni di prima necessità, la sanità e l'informatica, e alcuni titoli si stanno mostrando resilienti anche in questi tempi difficili. Il prezzo del titolo Amazon, ad esempio, non è variato significativamente rispetto all’inizio dell’anno, dato che beneficia di un aumento della domanda delle consegne a domicilio e dei servizi web che offre. Questa pandemia accelererà inoltre una serie di trend già esistenti. Il crescente numero di persone che lavora da casa andrà a beneficio delle società tecnologiche, dei social media, dell’home entertainment e dei pagamenti cashless. I prodotti e servizi da loro offerti si stanno mostrando particolarmente resilienti in questa fase in cui è chiesto alle persone di rimanere a casa” conclude lo strategist.

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