Oro, debolezza solo nel breve termine

Gli esperti di UBP prevedono che in ottica strategica il metallo giallo sia una componente fondamentale da inserire nei portafogli
08/04/2020 | Redazione Advisor

Un indebolimento strutturale del dollaro potrebbe dare sostegno all’oro nel medio termine. E’ quesata la view di Norman Villamin, cio wealth management di Union Bancaire Privée (UBP). Secondo l’esperto le misure aggressive messe in campo dalla Fed per immettere liquidità nel sistema insieme alle vulnerabilità strutturali del biglietto verde (deficit fiscale e delle partite correnti che stanno per esplodere) porteranno infatti alla fine del mercato toro per la valuta americana.

 

“Durante le prime fasi di panico sui mercati finanziari indotto dal Covid, l'oro non ha mantenuto lo status di bene rifugio mostrando invece volatilità e, a volte, drawdown significativi. Ciò è stato un riflesso della carenza di dollari che ha caratterizzato le prime settimane di questa crisi, quando la corsa al biglietto verde - causata dalla scarsità dell’offerta - ha portato alla liquidazione tra le varie asset class proprio come durante la crisi finanziaria globale” spiega Villamin. “Con la Fed che ha affrontato in modo sostanziale questa carenza di dollari, per il momento questo vento contrario sull’oro appare domato. Invece, le vulnerabilità strutturali che ci aspettiamo peseranno sul dollaro in futuro, diventeranno allo stesso tempo un fattore di supporto strategico per l'oro. Con poco carry sugli investimenti risk free in dollari, la mancanza di un flusso di reddito regolare dell'oro non rappresenta più uno svantaggio comparativo. Inoltre, gli investitori riconosceranno presto che la "soluzione" adottata per la crisi economica comporta mille miliardi di dollari di debito ulteriore. Questo debito sarà probabilmente estinto solo con un ritorno dell'inflazione o con un default. In entrambi i casi l’interesse per l’oro dovrebbe aumentare”.

 

“Va detto che nel breve termine esistono effettivamente venti contrari per gli investitori in oro più orientati tatticamente. L'incertezza ha fatto sì che venissero mantenute in modo significativo le posizioni lunghe nette sul metallo giallo a livelli che nell'ultimo decennio hanno coinciso con ribassi dei prezzi. Inoltre, i principali acquirenti di oro potrebbero dover sospendere i loro acquisti a breve termine, mentre i mercati emergenti con economie più fragili potrebbero ricorrere alla vendita di oro per soddisfare il crescente fabbisogno di dollari. Vale la pena ricordare che nell'ultimo decennio i mercati emergenti sono stati acquirenti costanti di oro. L'impatto economico globale dell'epidemia di COVID-19 e il crollo dei prezzi del petrolio (un fattore chiave di afflussi di dollari per diversi mercati emergenti) potrebbero rallentare questi acquisti. Infatti, la Russia, che secondo il World Gold Council ha acquistato 158,1 tonnellate nel 2019 e addirittura 8,1 tonnellate a gennaio, ha annunciato la sospensione degli acquisti di oro a partire dal 1° aprile”.

 

Di conseguenza, da un punto di vista strategico, “l'oro fisico dovrebbe costituire la base per la conservazione della ricchezza all'interno dei portafogli. In via tattica, abbiamo anche cercato di incrementare queste posizioni strategiche assumendo un'esposizione asimmetrica, basata sulle opzioni - che protegge da cali bruschi e permette di partecipare ai rialzi come si è visto di recente - per una parte del nostro posizionamento sull'oro” conclude l’esperto di UBP.

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