Bond emergenti, le tre lezioni apprese dalla crisi

Il segmento delle obbligazioni corporate dei mercati emergenti continua ad offrire prospettive positive. La view di T. Rowe Price
04/05/2020 | Lorenza Roma

Nonostante l’attuale crisi stia pesando sui mercati, il segmento delle obbligazioni corporate dei mercati emergenti continua ad offrire prospettive positive. Samy Muaddi, gestore del fondo T. Rowe Price Funds SICAV – Emerging Markets Corporate Bond di T. Rowe Price, ritiene che il mese di marzo possa averci insegnato 3 lezioni per quanto riguarda la gestione delle fasi critiche:

 

1. L’importanza della struttura del mercato. L’importanza della liquidità è stata la lezione post-crisi ricorrente degli ultimi 200 anni. Secondo il gestore il fattore liquidità non serve finché serve, ma quando serve è l’unica cosa che serve. I mercati emergenti e l’high yield hanno una liquidità strutturalmente ridotta. Le banche centrali non guardano generalmente a questo segmento. "Ecco perché il mio livello di ottimismo è aumentato a marzo quando il nostro team di ricerca focalizzato sui titoli di Stato Usa ha iniziato a evidenziare questo elemento strutturale anche nel segmento dei Treasury. A quel punto ho iniziato ad avere fiducia nel fatto che ci sarebbe stata una risposta alla crisi, e che le banche centrali avrebbero aggiunto nuove sedie", spiega il gestore.

 

2. Non dubitare dell’azione delle banche centrali. Il peggior errore da parte degli investitori è di credere che le banche centrali siano impotenti di fronte alla crisi da Covid-19. "Ovviamente non possono curare la malattia, o riaprire i ristoranti, ma sono piuttosto abili nel progettare un rialzo nei mercati finanziari", precisa Muaddi. "Inoltre, non possiamo valutare l’efficacia delle azioni delle banche centrali basandoci sulla reazione dei mercati nell’arco di minuti, ore o giorni. Gli investitori avranno bisogno di settimane o mesi per superare la crisi di liquidità di marzo. Ecco perché il credito high yield e quello dei mercati emergenti continuano a sottoperformare rispetto all’azionario da inizio anno", aggiunge il gestore.

 

3. L’importanza di essere in anticipo quando si investe nelle asset class meno liquide. Si è scritto molto riguardo a quando il mercato toccherà il minimo. Sapere quando si raggiungerà tale livello non significa molto nelle asset class più illiquide. "Acquistare tutto il rischio di credito quando gli spread sono al picco non massimizza le tue probabilità di avere successo nella fase di ripresa. Per accumulare un livello di rischio adeguato che offra un valore attraente sul lungo termine, è necessario essere in anticipo, consapevoli del fatto che a volte i bond scenderanno molto prima di tornare a salire", spiega il gestore.

 

Per concludere, Samy Muaddi spiega che "la strada davanti a noi è ancora lunga. Ci stiamo spostando da un mercato “beta” a un mercato “alpha”. La cosa più importante nei prossimi mesi sarà di evitare le svalutazioni e di aumentare il livello di rischio comprando a valutazioni attraenti. Il ciclo di default è purtroppo soltanto all’inizio. Quando la volatilità tornerà a livello normali, e la fase “beta” della crisi sarà conclusa, sarà il momento giusto per tornare a focalizzarsi sull’alpha. Scegliere i paesi e le società giuste tornerà ad essere la variabile chiave per determinare le performance degli investimenti".

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