Gli investitori professionali vedono ancora nero

Il sondaggio mensile di BofA Merrill Lynch rivela che il 75% dei gestori prevede una ripresa lenta a U o a W
20/05/2020 | Paola Sacerdote

Una ripresa a U o eventualmente a W, e un contesto sempre più difficile per gli investimenti in tutte le asset class. Sono queste in sintesi le aspettative dei gestori di fondi emerse dal sondaggio di maggio di Bank of America Merrill Lynch sul sentiment degli investitori professionali a livello globale.

 

La view dei gestori è ancora all’insegna di un generale pessimismo: secondo la survey, oltre la metà degli intervistati (68%) ritiene che quello attuale sia un bear market rally, e il 75% prevede una ripresa a U o a W. Di converso, solo il 10% dei manager si aspetta una ripresa economica a V, il cui catalizzatore principale sarebbe la scoperta di un vaccino per il Corronavirus, e il 25% prevede un nuovo bull market.

 

I dati raccolti dal sondaggio evidenziano un leggero calo della liquidità nei portafogli, scesi dal 5,9% al 5,7%. Poiché si tratta di un livello decisamente al di sopra della media degli ultimi 10 anni, che si attesta al 4,7%, BofA ritiene che questo rappresenti un segnale che gli investitori rimangono ribassisti. Per quanto riguarda le allocazioni al reddito fisso, hanno toccato il livello più alto da luglio 2009.

 

Il sondaggio rivela che gli investitori in maggio sono in sottopeso sugli asset ciclici, come il comparto energetico, l’equity e il mercato europeo, e di converso hanno aumentato l’esposizione agli asset difensivi, come healthcare, liquidità e reddito fisso. Nell’asset class azionaria i gestori sono lunghi sul mercato Usa (il 24% è in sovrappeso) e corti sul mercato europeo (il 17% è in sottopeso): si tratta dello psread più elevato da giugno 2012.

 

Guardando al futuro, oltre la metà degli investitori professionali (il 52%) ritene che il rischio più elevato sia rappresentato da una seconda ondata di contagio da Covid-19, seguito da un evento sistemico sul mercato del credito, ma solo per l’8% degli intervistati, in forte calo rispetto al 30% di aprile.

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