Il grande momento per le tematiche sociali

Il sondaggio mensile Fidelity Investor Pulse evidenzia il profondo impatto che la pandemia avrà sull’approccio delle aziende verso lavoratori e comunità in senso ampio
21/05/2020 | Paola Sacerdote

L’edizione di maggio dell’Analyst Pulse Survey di Fidelity International, sondaggio mensile condotto tra 146 analisti dell’asset manager globale ha evidenziato il profondo impatto che la crisi generata dal Coronavirus avrà sull’approccio delle aziende alle tematiche sociali.

 

Oltre la metà degli intervistati ha dichiarato infatti che le imprese potenzieranno la loro attenzione su lavoratori, consumatori e sulla comunità nel senso più ampio. In particolare la principale preoccupazione dei manager delle aziende in questo periodo è stata per la salute dei lavoratori, e gli analisti di Fidelity, di tutti i settori e di tutte le regioni, confermano le aziende dedicheranno una maggiore attenzione alla sicurezza e al benessere dei propri dipendenti in futuro. Ma i cambiamenti saranno più profondi e diffusi.

 

Un altro effetto della pandemia sarà un’accelerazione dello spostamento verso il capitalismo degli staheholder. “Ci sono molti esempi di questo fenomeno nascente” commenta Fiona O’Neill, deputy head of equity research di Fidelity: “dalle aziende di telecomunicazioni europee che offrono traffico gratuito o dispositivi alle persone più vulnerabili, ai produttori di beni di consumo che aumentano il proprio coinvolgimento in iniziative di igiene pubblica, fino alle industrie farmaceutiche che lavorano a vaccini con l’intento di distribuirli a prezzo di costo. Quanto dureranno questi cambiamenti è ancora tutto da vedere, così come si valuterà nei prossimi mesi quanto questi ulteriori costi intaccheranno i profitti.”

 

La ricerca evidenzia uno scenario ancora difficile per le aziende. Gli utili restano sotto pressione, e i tagli attesi sono circa della stessa portata di quelli previsti per il mese scorso, sia nel caso in cui la situazione si plachi fin d’ora, sia che continui per il resto dell’anno. Anche se sotto la media, la dispersione sta aumentando, sia tra settori diversi che all’interno dello stesso settore: gli analisti dei settori dei beni di consumo e industriale sono più ottimisti dello scorso mese, mentre gli analisti del settore finanziario lo sono meno.

 

Sembra tuttavia che il sentiment negativo si stia quantomeno stabilizzando, e che probabilmente abbia già toccato il suo massimo: la percentuale di analisti che si aspetta che la pandemia avrà un impatto negativo sugli utili è scesa infatti all’85% dal picco del 91% dello scorso mese, ed è particolarmente interessante l’ottimismo crescente tra gli analisti del settore dei beni di consumo, che è stato il più colpito dal lockdown e dalle misure di contenimento del contagio. “Potrebbe essere troppo presto per definirla una svolta" spiega ancora Fiona O'Neill, "ma gli analisti riportano che le aziende stanno iniziando a impostare la loro strategia per la ripresa. La Cina è in testa, ma anche gli altri Paesi stanno cominciando a mostrare segni di vita" .

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