Mercati, evitare i facili entusiasmi

Contagio di ritorno e soprattutto una ripresa delle tensioni tra Usa e Cina rappresentano i rischi maggiori. L’outlook di Generali Investments
03/06/2020 | Paola Sacerdote

L’indice MSCI World ha recuperato circa i due terzi dal crollo di marzo, mentre gli asset ciclici sono decollati a fine maggio, sostenuti da una forte azione politica e dalla graduale riapertura delle economie più grandi. Anche se il trend ormai piatto dei nuovi casi nelle economie avanzate ed il massiccio stimolo fiscale e monetario contribuiranno a sostenere il sentiment dei mercati, il potenziale di recupero si è ridotto, e non mancano i rischi. Thomas Hempell, head of macro & market research di Generali Investments, ne individua due in particolare: una seconda ondata di infezioni e il rapido deterioramento delle relazioni Usa / Cina.

 

Gli investitori stanno traendo conforto dalla riapertura delle economie avanzate, con minori preoccupazioni per la seconda ondata di infezioni nel breve termine (i maggiori rischi saranno in autunno). “Le ricadute economiche del virus saranno ancora enormi: abbiamo infatti appena ridimensionato le nostre previsioni di crescita globale per il 2020 al -4,8%, con una contrazione del 10% del PIL dell’area euro” spiega Hempbell. “Tuttavia l'uscita dal lockdown, insieme ad azioni politiche coraggiose ed espansive (con BCE e Fed predisposte rispettivamente ad espandere il PEPP e rafforzare la forward guidance) aiuterà i dati a stabilizzarsi a giugno. Dall’altro lato, non ci facciamo entusiasmare troppo dalle ricorrenti notizie sui vaccini: ci vorrà almeno fino all'inizio del prossimo anno (ma probabilmente più a lungo) affinchè un vaccino efficace sia testato e diffuso ampiamente”.

 

In questo quadro il recupero degli asset rischiosi potrà ancora continuare, ma secondo l’esperto il suo potenziale si sta assottigliando: basti pensare al fatto che l’indice S&P 500 è tornato sopra i 3.000 punti, ai livelli del 19 ottobre 2019, quando le stime indicavano una crescita globale di quasi il 3% nel 2020.

 

Veniamo ai rischi principali. “Insieme ai rischi di una seconda ondata di infezioni, siamo più preoccupati per il deterioramento nelle relazioni Stati Uniti / Cina ed al rimpallo delle responsabilità per la pandemia” prosegue Hempbell. “I mercati hanno di fatto ignorato le misure punitive statunitensi contro Huawei e la stretta adottata dalla Cina verso Hong Kong. Ma una rinnovata escalation della guerra commerciale, sinora congelata, potrebbe annientare la capacità di ripresa poichè colpirebbe l'economia mondiale in un momento molto delicato”.

 

In questo contesto qual è il posizionamento di Generali Investments sul mercato?  “Manteniamo una leggera posizione di overweight verso gli asset più rischiosi del nostro portafoglio, in particolare azioni e titoli high yield. Al contrario, il credito di elevata qualità rimane al centro del sostegno delle banche centrali. L'inflazione contenuta e gli ingenti acquisti di obbligazioni da parte delle banche centrali manterranno un freno ai rendimenti core, favorendo quindi una duration lunga. I segnali più forti della solidarietà paneuropea sosterranno il debito periferico e l'euro. Tuttavia, potrebbero essere necessari segnali più chiari e rassicuranti sia sulla pandemia sia nei rapporti Stati Uniti / Cina per influenzare il dollaro in modo più sostenibile e per spingere il cambio euro/dollaro verso una tendenza al rialzo nel secondo semestre”.

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