Covid-19: economia USA più resiliente dell'eurozona

Secondo l'analisi di Mathilde Lemoine, Edmond de Rothschild, ciò dipende dagli stimoli fiscali e dal PIL più robusto prima della crisi del primo trimestre dell'anno
09/06/2020 | Greta Bisello

La ripresa ci sarà ma sarà forzata. I provvedimenti messi in campo dalle banche centrali e dai governi aiuteranno a sanare le ferite più evidenti lasciate dalla panademia Covid-19 provocando però delle distorsioni. È il caso del prezzo dell'equity e dei bond, delle materie prime e dalla portata della crisi nei diversi settori.

A pensarla così è Mathilde Lemoine (nella foto), group chief economist di Edmond de Rothschild che fa un'analisi macro per il nuovo scenario 2020-2021 in una videoconference con la stampa specializzata. 

La crescita mondiale dovrebbe registrare una graduale ripresa del 4,4% nel 2021 dopo un calo del 3,5% nel 2020 ma, secondo le previsioni di EdR, tale incremento non sarà sufficiente a cancellare i segni della crisi.

 

I Paesi emergenti potrebbero continuare a patire la debolezza dei prezzi delle materie prime e l’ascesa cinese. La Cina infatti potrebbe subire una ripresa consistente, si parla di una crescita pari all'11,2% nel corso del prossimo anno dal 2% del 2020, anche se all'orizzonte si stagliano ancora le vecchie e irrisolte tensioni nei confronti degli Stati Uniti. Il Paese guidato da Donald Trump attende le elezioni di novembre e nel frattempo potrebbe beneficiare del piano di rilancio, pari al 14,3% del PIL, e da uno stock di capitale rinvigorito dalle recenti misure fiscali. Le previsioni evidenziano una crescita del +2,2% nel prossimo anno dopo un calo limitato al -3,7%. 

 

E la zona euro? Il 2021 dovrebbe portare un segno positivo pari al 4,5% dopo un -7% di quest'anno. Il sostegno maggiore e la vera rivoluzione è la proposta del fondo di rilancio europeo “Next generation EU”. Con questo strumento, secondo Lemoine, i capi di Stato e di governo europei evitano un nuovo declassamento dell’eurozona e il rischio che vada in frantumi. Tuttavia, l’aumento della disoccupazione, la pressione al ribasso sugli stipendi e il crollo degli investimenti penalizzeranno la ripresa in Francia, Italia e Spagna. Tra i Paesi la Germania fa storia a sé. Con un piano draconiano pari a 130 miliardi di cui 120 stanziati dallo Stato federale la cancelliera Merkel mira a rilanciare i consumi e gli investimenti al di là degli stimoli settoriali. Secondo l'economista di EdR, il Paese si candida a potenza mondiale, in competizione con Trump, il cui piano di sostegno è stato votato da entrambe le camere, e Xi Jinping, che attende le elezioni americane per utilizzare il bazooka.

 

Ci troviamo ancora in un contesto di tassi di interesse bassi, dove il rischio di deflazione rimane alto e si va incontro a nuovi squilibri laddove la pandemia, almeno in un primo momento, sembrava promettere dei considerevoli "livellamenti". Tra gli altri rischi segnalati da Lemoine nel suo outlook compare anche quello tanto temuto di una crisi bancaria, soprattutto nell’eurozona a causa della mole di Npl presenti nel sistema. 

 

 

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