Unione dei mercati dei capitali per una crescita sostenibile

"L'Europa ha bisogno più che mai di un sistema ben funzionante per sostenere la sua ripresa economica e fornire fonti di finanziamento alternative, mettendo al centro il benessere finanziario dei cittadini europei" spiega il direttore generale dell'EFAMA, Tanguy van de Werve
11/06/2020 | Greta Bisello

"L'Europa ha bisogno più che mai di un'Unione dei mercati dei capitali ben funzionante per sostenere la sua ripresa economica e fornire fonti di finanziamento alternative, mettendo al centro il benessere finanziario dei cittadini europei" afferma il direttore generale dell'EFAMA, Tanguy van de Werve alla luce del rapporto finale del forum ad alto livello.

 

Il report sottolinea l'importanza di favorire la partecipazione degli investitori retail nei mercati dei capitali sviluppando così in Europa una cultura dei capitali più forte. Ecco allora che diventa fondamentale lo sviluppo di pensioni del secondo e terzo pilastro e una maggiore alfabetizzazione finanziaria. Non secondaria inoltre la necessità che gli investitori beneficino di una consulenza di alta qualità, affidabile ed equa, al fine di promuovere la fiducia nel funzionamento dei mercati dei capitali.

 

EFAMA accoglie con favore la necessità di una revisione urgente del regolamento PRIIP (e più in generale delle norme di divulgazione attraverso le legislazioni, incentrato sulla comunicazione digitale). Revisione che mira a correggere una serie di difetti significativi nel KID di PRIIP ed evitare di compromettere il successo del marchio UCITS.

Viene accettatta di buon grado anche la raccomandazione formulata dal fourm in materia di adeguamenti mirati del quadro normativo ELTIF per accelerare l'adozione di questi prodotti da parte degli investitori con un orizzonte di investimento a lungo termine e offrire una nuova fonte di finanziamento a società non quotate, PMI e progetti infrastrutturali. 

 

Se tanto è già stato fatto, per altri ambiti c'è ancora bisogno di molto lavoro. È il caso della fiscalità. La tassazione, come ovvio, è un importante motore delle decisioni di investimento, bisogna dunque considerare come può essere utilizzato per incentivare gli investimenti transfrontalieri e per resistere alla tentazione di erigere nuovi ostacoli fiscali mentre si tenta di rilanciare le economie. 

 

La relazione evidenzia giustamente il ruolo chiave svolto dall'Unione nel raggiungimento degli obiettivi di crescita sostenibile in Europa e nella realizzazione del nuovo Green Deal europeo

La sfida chiave per il prossimo futuro sarà quella di aumentare la disponibilità di dati ESG comparabili e affidabili. ESMA è d'accordo sulla creascio di un unico punto di accesso per l'Unione eruoepa. Ciò comporterebbe un accesso centrale alle informazioni finanziarie pubbliche e non finanziarie sulle società ai sensi delle vigenti normative UE, tra cui NFRD e SRD II. Ciò è in linea con la recente richiesta di numerose associazioni di categoria, tra cui l'EFAMA, di un registro centrale dei dati ESG dell'UE.

 

Infine è bene registrare anche un dato che crea un po' di disappunto per l'associazione. La relazione non fa riferimento, anche incidentalmente, alla questione sempre più importante dei costi di dati. I gestori patrimoniali sono tra i più importanti utenti di dati (come quelli relativi al mercato, agli indici o a fattori ESG) e hanno assistito a un costante aumento negli ultimi anni di quest'ultimi che però non sembra essere commisurato al costo di produzione e diffusione da parte di fornitori e distributori di dati. Questo punto costituisce un chiaro impedimento per l'efficace funzionamento dell'Unione dei mercati dei capitali che dovrà essere affrontato con urgenza. 

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