Gestore della settimana, emergenti: performance diverse tra vari segmenti

L'analisi di Polina Kurdyavko, head of emerging markets, BlueBay Asset Management sul settore dopo la crisi da Covid-19
15/06/2020 | Redazione Advisor

I mercati emergenti hanno reagito al Coronavirus e lo hanno fatto in maniera diversa. Le opportunità per gli investitori non sono mancate ma sarà decisivo capire l'andamento dei prossimi mesi, in che modo dunque si riemergeràd alla crisi. Ne abbiamo parlato con Polina Kurdyavko (nella foto), head of emerging markets, BlueBay Asset Management.

 

Vi sono state distorsioni nei prezzi del debito emergente che vi hanno particolarmente sorpreso durante il sell-off (marzo-aprile)?

Un aspetto interessante è che ad aprile, nonostante la performance complessivamente positiva del debito dei mercati emergenti, ci sono state differenze marcate tra i diversi segmenti, in particolare tra titoli corporate e sovrani. I primi, infatti, hanno guadagnato circa il 4% e tra i bond societari hanno spiccato quelli high yield (HY) con rendimenti intorno al 6%. Al contrario, i titoli sovrani hanno guadagnato il 2% e tra questi l’high yield ha reso meno della metà del loro equivalente corporate. Questo divario è legato anche al fatto che i bond societari HY hanno resistito meglio grazie all’ampia differenziazione geografica di questa asset class. In effetti, gran parte della performance positiva è derivata dall’area asiatica, soprattutto dall’immobiliare cinese.

Un’altra sorpresa nel mese di aprile sono stati i risultati superiori alle aspettative dei bond in valuta locale. Ancora una volta è stata l’Asia a sovraperformare e ci aspettiamo che questa differenza tra aree permanga nei prossimi mesi.

In seguito, maggio è stato un ottimo mese per il debito emergente dal punto di vista del beta, pur con alcune differenze tra bond in valuta forte e locale.

 

Di recente vi è stato un elevato volume di nuove emissioni di bond governativi emergenti. Vi aspettate un trend simile anche per quelli societari nelle prossime settimane?

A nostro avviso potrebbe verificarsi una sorpresa al ribasso nell’emissione di bond societari emergenti, per due ragioni. Innanzitutto, ci aspettiamo che la maggior parte dell’offerta continui a provenire dal segmento IG, mentre c’è una domanda crescente di bond HY. Il secondo motivo è legato al focus sui rifinanziamenti domestici in alternativa al mercato obbligazionario ‘esterno’. Crediamo che la capacità del mercato locale di fornire una fonte alternativa di finanziamento sarà un fattore determinante per la quantità totale di emissioni societarie nei mercati emergenti.

 

Che impatto avrà il recente deterioramento dei rapporti della Cina con l’Occidente sull’outlook economico e di mercato?

Crediamo che la retorica negativa sia legata alla campagna elettorale per le presidenziali USA e che sia quindi destinata a proseguire. Tuttavia, non bisogna sottovalutare l’interconnessione tra le supply chain cinesi e quelle occidentali. Ad esempio, la Cina produce circa il 90% degli antibiotici statunitensi. Se queste catene dovessero essere recise, sarebbero i Paesi sviluppati a risentirne maggiormente. Per questo, crediamo che questa tale retorica si esprimerà più attraverso i tweet che tramite azioni economiche e di mercato aggressive.

 

In generale, i mercati si aspettano un andamento deflazionario a causa dello shock del Coronavirus. C’è qualche possibilità che invece i mercati vengano sorpresi dall’inflazione?

È una questione interessante. Guardando alle statistiche attuali, sia nei mercati emergenti che ne resto del mondo, l’inflazione ha sorpreso al ribasso. Sicuramente i prezzi del petrolio più bassi hanno contribuito a questo risultato. Finora quindi il trend sembra essere complessivamente deflazionistico, come evidenziato anche dagli ultimi dati cinesi. Per questo, manteniamo un posizionamento lungo sui tassi locali, che dovrebbero beneficiare di questa tendenza.

Tuttavia, un’area in cui l’inflazione potrebbe sorprendere il mercato è il settore alimentare – il cibo rappresenta la componente principale negli indici dei prezzi al consumo di molti Paesi emergenti. In questo senso, l’esposizione ai bond inflation-linked può fornire un’ottima protezione contro questo tipo di shock.

 

Quali sono a vostro avviso i principali rischi e opportunità nei vari segmenti del debito emergente?

Continuiamo credere che ottenere un carry sicuro sia la priorità assoluta per gli investitori. Il credito emergente IG ora garantisce questo aspetto, alla luce del riprezzamento dovuto alla pandemia. Inoltre, la forte domanda da parte degli investitori aiuta a spiegare la performance positiva delle nuove emissioni sia sovrane che corporate.

All’altro estremo dello spettro abbiamo gli asset distressed, in particolare nel debito sovrano. Ci aspettiamo che le dislocazioni maggiori avverranno nel segmento HY, dove iniziamo a vedere alcune opportunità, anche se ci aspettiamo che ci sia ulteriore volatilità.

Per quanto riguarda i rischi, sono di natura principalmente strutturale. Questa crisi è insolita dato che il mondo ne uscirà con più debito e con una crescita più lenta di prima. È improbabile che vi sarà una ripresa a ‘V’ nei mercati emergenti e sviluppati – una forma a ‘W’ è molto più probabile. Per gli investitori, ciò implica ulteriore volatilità, distorsioni e periodi in cui i mercati non saranno ancora normalizzati. Inoltre, continueranno ad esserci divari di performance tra i vari segmenti, un contesto attraente per i gestori attivi come BlueBay.

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