Gestore della settimana: il futuro dei mercati emergenti

Audeban (Gemway Assets): “In questo contesto privilegiamo i semiconduttori che potrebbero beneficiare del piano massiccio di 5G in Cina e l’e-commerce”
22/06/2020 | Lorenza Roma

Alla luce dell’attuale scenario di incertezza causato dalla diffusione dell’epidemia di Covid-19, come sarà il futuro dei mercati emergenti? Di questo ne abbiamo parlato con Michel Audeban, CEO e fondatore di Gemway Assets, boutique d’investimento francese specializzata in mercati emergenti, che gestisce tre fondi: GemEquity (Global Emerging Market), GemAsia (Azioni Asia ex-Giappone) e GemChina (Azioni Cina).

 

Come si è evoluta la crescita dei paesi emergenti rispetto ai paesi in via di sviluppo? Negli ultimi 10 anni, i paesi emergenti hanno contribuito per oltre l'85% alla crescita globale. Negli ultimi 20 anni sono stati il motore della crescita globale. La loro quota nel PIL mondiale è passata oggi dal 5% al 45%. Tuttavia, nonostante il loro crescente peso economico e sociale a livello globale, la loro ponderazione nei portafogli d'investimento rimane limitata. Oggi, in un portafoglio modello in Europa, la ponderazione dei fondi emergenti rappresenta tra il 12 e il 15%. In Francia, questa ponderazione è dell'ordine del 6-7%. In Italia si aggira intorno al 3-4%. I mercati emergenti sono sottostimati negli indici globali. Questa cifra dovrebbe essere gradualmente corretta man mano che la loro quota nel Pil mondiale continua ad aumentare e che sempre più imprese entrano in borsa.

 

Quali sono le vostre previsioni per i mercati emergenti e come vi posizionate? Permangono diversi punti di incertezza nei mercati emergenti. Dopo l'Europa e gli Stati Uniti, il Covid-19 si è sviluppato in America Latina. Da monitorare il Brasile, secondo paese più colpito dopo gli Stati Uniti e l'India. Tre recenti eventi pesano nuovamente sulle relazioni sino-americana: la tecnologia, Hong Kong e il possibile divieto di quotazione a New York delle società cinesi (ADR). In Cina, l'attività è tornata ai livelli pre Covid-19, grazie ai consumi che rappresentano il 60% del Pil. Brillance (BMW in Cina) ha annunciato per aprile una crescita del suo fatturato di 15% yoy. Possibile ritorno dell'inflazione nel 2022 negli Stati Uniti e in Europa (offerta monetaria, aumento dei prezzi legato alle delocalizzazioni), più moderato in Asia (stimoli moderati, sovraccapacità legate alle delocalizzazioni). Valutazioni nette dei prezzi in Asia, al minimo dal 2008. In questo contesto, privilegiamo due settori: i semiconduttori che potrebbero beneficiare sia del piano massiccio di 5G in Cina (2021) che di una ripresa ciclica e l’e-commerce che con la diffusione dell’epidemia ha avuto una netta crescita. Prevediamo un marcato rimbalzo dei consumi nei paesi emergenti nel 2021.

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